Sicurezza
«I lupi ci sono, aiutateci a contenerli»
Sindaci e Provincia chiedono a Governo e Parlamento di rivedere il piano di azione nazionale per la conservazione
GROSSETO. Il lupo c'è ed è un problema. Potrà sembrare banale, ma alla fine anche questa che il sindaco di Roccastrada Giancarlo Innocenti ha chiamato “operazione verità”, è uno dei risultati dell'incontro di ieri, tra il presidente della Provincia Leonardo Marras, l'assessore all'agricoltura Enzo Rossi, i sindaci del territorio e i presidenti delle unioni dei Comuni.
Un incontro che ha partorito anche un documento “equilibrato”, come lo ha definito l'assessore all'ambiente del Comune di Grosseto Giancarlo Tei, che chiama in causa il Governo, il Parlamento e la Regione e chiede misure urgenti per contrastare il fenomeno degli attacchi alle greggi in provincia di Grosseto che «Si verificano – dice Rossi – quasi ogni giorno».
E Innocenti, memore di quando, in tempi non troppo lontani, di fronte agli attacchi dei predatori si tendeva a minimizzare l'apporto del lupo, accusando prevalentemente i cani randagi, ha evidenziato che finalmente si fa un'operazione verità, affermando che il lupo c'è e che è un problema da riportare sotto controllo, insieme al fenomeno dei randagi e, soprattutto degli ibridi che «Ormai – spiega l'assessore Rossi – sono circa la metà della popolazione dei predatori» e rappresentano un problema sia per le greggi, perché predano come il lupo, che per la purezza genetica del lupo stesso.
Il presupposto del documento è che l'impegno profuso negli ultimi quattro anni dalla Provincia sul fronte degli attacchi alle greggi è stato enorme, ma evidentemente insufficiente. Servono normative e risorse che consentano di agire sul territorio per mantenere un equilibrio tra la presenza di greggi e la presenza del lupo.
Le istituzioni locali si impegnano a intensificare, anche nello ore notturne, la vigilanza per il contrasto al bracconaggio, a incrementare le catture dei cani vaganti e ad adottare e applicare le azioni e le misure previste nel “Piano strategico per la riduzione del randagismo canino”. Ma questo non basta, servono «azioni immediate di ordine legislativo e amministrativo».
Innanzitutto si chiede al Governo e al Parlamento di riformulare il Piano d’azione nazionale per la conservazione del lupo, che risale a 12 anni fa e che nessuno ha più aggiornato nonostante dovesse essere rivisto dopo 5 anni.
Si chiede che il piano individui «le aree particolarmente vocate alla pastorizia, come quella grossetana, da mantenere libere o con una ridottissima presenza di predatori» e individui, di conseguenza «le azioni consentite per il mantenimento di dette condizioni».
In secondo luogo si chiede una normativa che escluda gli incroci del cane con il lupo dalla protezione prevista dalla direttiva Habitat, autorizzandone la cattura, e che istituisca un fondo per il loro mantenimento in cattività. Il documento chiede, poi, la revisione della legge 281/91 per favorire la prevenzione all’abbandono degli animali e l’adozione da parte dei cittadini.
Infine, al livello nazionale si chiede di destinare risorse, dirette o dalla nuova Pac, ad aiuti alle imprese zootecniche in situazione di particolare disagio e difficoltà.
Le altre richieste riguardano la Regione. Il documento chiede il pagamento diretto agli allevatori di tutto il danno sofferto a seguito della predazione, perché la modalità dell’assicurazione non copre che il 20%, con il risultato che i pastori sono restii ad assicurarsi. Si chiede, poi, una procedura semplificata per la denuncia del danno e la possibilità di smaltire sul posto le carcasse. Infine, non ultimo, si chiede di prevedere finanziamenti a “contributo integrale” per la dotazione degli allevamenti di recinzioni, dissuasori e cani da guardiania.
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