Il Tirreno

Grosseto

Quindici sentieri da sogno

Quindici sentieri da sogno

Dalla Diaccia Botrona a Rocchette di Fazio: ecco gli itinerari “doc” nel Grossetano

2 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Zaino in spalla e macchina fotografica al collo per salire sul tetto delle Colline metallifere, scoprire gli uccelli migratori nella Diaccia Botrona, scalare le Rocchette di Fazio. E ancora, respirare il profumo del mirto e della salsedine tra Cala Martina e Cala Violina, tuffarsi nelle acque termali di Saturnia, passeggiare nei canyon tufacei tra Sorano e Sovana.

La Regione Toscana riconosce quindici itinerari escursionistici in provincia di Grosseto che, proposti da Palazzo Aldobrandeschi, saranno inseriti nella Rete escursionistica toscana (Ret), il catasto di sentieri, strade carrarecce e mulattiere tra boschi e campagne.

Gli itinerari sono articolati in più percorsi. Il primo è da Montemassi a Roccastrada, da Massa Marittima a Monterotondo e da Gerfalco per l’anello delle Coronate; il secondo da Seggiano ad Altore e da Seggiano a Castel del Piano. Quindi, Castel del Piano-Arcidosso, poi il blocco tra Arcidosso, Roccalbegna, Rocchette di Fazio e il confine con la provincia di Siena, Santa Fiora.

Quindi, la Diaccia Botrona, il sentiero delle fonti, la pineta di Castell’Azzara fino al confine con Sorano; il tragitto Sorano-Sovana, il confine comunale di Castell’Azzara, Sovana e Pitigliano, il tratto Pitigliano-Manciano e la zona di Saturnia-Murci, il tratto tra Scarlino e Tirli. Per gli amanti del mare, tre sentieri al Giglio, il tratto Porto Santo Stefano-torre Capo d’Uomo, la via di Cala Violina e Cala Martina.

L’inserimento nel catasto della Ret permette alla Provincia di accedere a fondi regionali per sistemare i percorsi, mettere dei cartelloni esplicativi e promuovere i tragitti. Un modo per far conoscere il territorio e le sue bellezze che è stato approvato dalla giunta regionale il 23 dicembre 2013, probabilmente nelle stesse ore in cui la redazione del quotidiano britannico The Guardian stilava la classifica delle 40 mete mondiali da non perdere nel 2014, includendoci la Maremma (si veda l’articolo accanto).

Con la piccola differenza che, mentre i giornalisti inglesi hanno deciso di premiare l’innovazione e gli imprenditori che in pochi anni hanno saputo creare dal nulla attività capaci di mettere in secondo piano secoli di storia e arte nel Grossetano, offrendo della Maremma un’immagine fresca e contemporanea, alla Regione sono serviti 15 anni solo per chiedere alle Province di segnalare i sentieri.

Del 1998 è la legge che istituisce la Ret, del 2006 il regolamento di attuazione, del 2013 la formazione del comitato tecnico. E ancora non è finita. Dopo aver passato il vaglio della Forestale e del Club alpino italiano, la lista è stata accolta con riserva: manca un ultimo documento del settore Aree protette e biodiversità. Poi, forse, dopo tre lustri i sentieri grossetani avranno i loro cartelloni informativi.

Francesca Ferri

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa