Il dolore
Niente soldi per il restauro degli oratori
Numerosi edifici religiosi della montagna restano chiusi a causa di tetti e campanili pericolanti
CASTEL DEL PIANO. Vi sono chiese e oratori sull’Amiata che ormai sono chiusi da tempo perché giudicati inagibili. Eppure per qualche caso pare che i soldi per il restauro ci sarebbero. Ma per adesso non si vedono.
San Leonardo di Castel del Piano, San Leonardo e San Niccolò di Arcidosso, Santa Lucia delle Schiacciaie di Montelaterone, la Madonna degli Schiavi di Montegiovi. Queste per citare solo alcune che nel corso degli anni sono state pure private di arredi e di beni d’arte; alcune lasciate al degrado più totale. Caso emblematico quello dell’arcipretura di San Leonardo, il cui tetto pericolante ha imposto la chiusura da più di 6 anni. Per rifare quel tetto, l’arciprete don Ezio Bettini, morto da circa due anni, aveva lasciato un tesoretto, di cui parlò lo stesso vescovo Antonio Buoncristiani quando il 24 ottobre 2011 tenne l’ omelia funebre per don Ezio, risparmi da impegnare nella chiesa di San Leonardo. Ma di quel tesoretto nulla si sa. E a niente sono valsi gli appelli della popolazione, ultimo quello di Francesco Prunai, che diceva: «Chiesa chiusa e spogliata mentre era ancora vivo don Ezio. Il motivo? Tetto pericolante. Il campanone, di proprietà del Comune, che suonava per il consiglio comunale, è stato arbitrariamente zittito». Stessa storia per la Madonna degli Schiavi di Montegiovi, a cui ai primi di febbraio 2013 le autorità sigillarono il portone, dichiarando il tempietto inagibile. Ma il campanile, pericolante, continua a mettere in seria difficoltà una famiglia che risiede in una villetta lì accanto. Sempre nel febbraio scorso pare ci fosse stato un impegno di intervento da parte dell’Istituto interdiocesano di Siena e Colle di Val d’Elsa Montalcino, che nell’annunciare l’inagibilità diceva che «c’era in vista un eventuale restauro della chiesa». E’ passato un anno e per adesso la chiesa è cinta da transenne.
Questione molto complicata anche per Santa Lucia delle Schiacciaie di Montelaterone. Pareva che la sinergia fra Curia e Comune di Arcidosso avrebbe consentito un primo salvataggio: la Curia ha acquisito fra i suoi beni, l’oratorio e questo atto ha permesso all’Amministrazione di poter destinare al restauro della chiesa i 7000 euro da tempo stanziati. Ma in quanto a salvataggi, ancora nulla di fatto per l’oratorio. Un gioiello di cappella, completamente affrescata, ma col tetto in condizioni precarie, infiltrazioni di acqua, crepe nei muri, intonaci mangiati dall’umidità. Travatura fatiscente. Eppure quella cappellina è meta di molti curiosi, che vanno a vedere in particolare una Trinità affrescata nella volta, una specie di divinità a tre teste, che in Toscana si trova solo in un altro caso e che è una raffigurazione assai rara e appetibile.
E infine, ad Arcidosso, chiuse anche San Leonardo e San Niccolò. Monsignor don Raimondo Pellegrini, sacerdote arcidossino oggi in pensione ha lasciato una somma per i restauri. Ma anche di questo nulla si sa . (f.bon.)
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