Finanza
lo sfogo
yy Dei 287 sindaci toscani uno solo disse «no» «A tutelare i cittadini e la proprietà pubblica dovrebbero provvedere i nostri sindaci, ma negli anni trascorsi dall'esito referendario ad oggi, nelle...
yy Dei 287 sindaci toscani
uno solo disse «no»
«A tutelare i cittadini e la proprietà pubblica dovrebbero provvedere i nostri sindaci, ma negli anni trascorsi dall'esito referendario ad oggi, nelle nostre province solo il sindaco di Monterotondo Marittimo ha osato dissentire dai piani del gestore privato». Andrea Marciani ricostruisce con amarezza il ruolo che la politica e gli amministratori locali hanno svolto nel ritardo della restituzione delle quote di remunerazione di capitale investito e nelle forme di questa restituzione adotatte dai vari gestori. «Per il resto – prosegue – sindaci nuovi o vecchi, rottamatori o rottamandi, hanno sempre firmato qualsiasi piano o bilancio sia stato loro sottoposto, quasi senza darsi la pena di leggerlo (d’altronde è sempre cura dell’Autorità idrica toscana non lasciare loro il tempo per farlo). Questa di martedì prossimo (oggi per chi legge, ndr) è la prima di numerose iniziative giudiziarie che i Comitati Acqua bene comune di Siena e Grosseto intendono prendere nei prossimi mesi, consci ormai che, di fronte al patto di ferro tra politici e speculatori finanziari, per i cittadini italiani, solo nelle aule dei tribunali resiste qualche speranza di equità e di giustizia sociale». (f.f.)
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