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Grosseto

“Vigilini” da risarcire «La Uil è un po’ confusa»

“Vigilini” da risarcire «La Uil è un po’ confusa»

L’assessore Carosi replica al sindacato che aveva attaccato l’amministrazione «Abbiamo scelto la via dei concorsi pubblici proprio per dare stabilizzazioni»

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GROSSETO. Duecentomila euro impegnati per risarcire – così come ha sancito il giudice nel primo grado di giudizio – sei vigili urbani assunti più volte a tempo determinato e infine rimandati a casa dal Comune di Grosseto. Una vicenda che tiene banco da anni e che ieri ha scatenato un durissimo attacco della Uil contro l’amministrazione comunale.

«L’ennesima uscita della Uil -Fpt circa la mancata assunzione a tempo indeterminato dei cosiddetti “vigilini”, che avevano ripetuto contratti stagionali – replica ora l’assessore al personale del Comune di Grosseto, Arsenio Carosi – conferma la confusione, e non solo, che regna sulle conoscenze intorno alle politiche di reclutamento del personale seguite dal Comune. Ma anche le letture interessate che troppo spesso si attribuiscono a fronte di situazioni complesse e di normative contraddittorie».

Carosi argomenta. «Per la Uil Fpt – dice – questa volta vi sarebbe un danno a carico del Comune e quindi dei cittadini, ma, strano a dirsi, anche un danno per i vigilini stessi perché non sarebbero stati assunti in via definitiva. E così la Uil Fpt insiste nel proporre una soluzione, quella della stabilizzazione, negata dalla legge e negata dallo stesso giudice che pure ha riconosciuto un sostanzioso indennizzo ai medesimi per presunte irregolarità presenti nel rapporto di lavoro stagionale. Irregolarità, è bene ricordarlo, che il Comune non ha mai riconosciuto, come è bene rammentare che di ricorsi alla sentenza si parla oggi non perché i lavoratori si sono appellati al primo grado di giudizio, ma perché è il Comune che ha reputato ingiusta e sbagliata la sentenza da cui tutto trae origine. La Uil Fpt insiste su una interpretazione “sui generis” e giunge a conclusioni che solo al termine verranno sanzionate dai magistrati competenti».

L’assessore non accetta, in particolare, le critiche alle procedure di concorso pubblico. Critiche a suo dire paradossali: Se lo scopo è stabilizzare – osserva Carosi – non si capisce perché biasimare «un bando di concorso per il reclutamento di 12 vigili, la cui graduatoria non è stata ancora escussa per intero; né deve stupire la previsione di utilizzare la relativa graduatoria anche per i contratti a termine, per i vigili come per ogni altra qualifica, al fine di evitare inutili e costose doppie selezioni e dare proficua valorizzazione alle conoscenze acquisite nel caso di assunzione definitiva tramite scorrimento oltre il numero di posizioni messe a bando. Viste le inedite difficoltà che si pongono a causa delle ristrettezze degli ultimi anni in materia di assunzioni – conclude Arsenio Carosi – è forse il caso di evitare logiche del passato adottando, come fa il Comune, forme trasparenti ed obiettive di ingresso nella Pubblica Amministrazione. Ma di questo è proprio il sindacato che dovrebbe essere rigoroso custode».

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