Il Tirreno

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«Non c’è scelta: subito la fusione»

Bianchini al presidente Ulivieri: «L’Unione è di fatto comune unico»

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ARCIDOSSO. «Franco Ulivieri invita a schierarsi sull’alternativa unione o fusione. Domanda sbagliata. L’unione, per chi non l’ha ancora capito, porta dritto dritto alla fusione; dunque: unione e fusione non sono alternative dal momento che questa è il naturale epilogo di quella».

L’avvocato arcidossino Marcello Bianchini, da anni sostenitore della causa per la fusione dei comuni, replica al presidente dell’Unione che, nei giorni scorsi sul Tirreno ha invitato le forze di minoranza a schierarsi a favore dell’una o dell’altra forma di governo in vista delle prossime elezioni amministrative.

Bianchini, naturalmente, sceglie la fusione. Anzi: dice che non ci sarebbe neanche la scegliere. La prova, secondo lui, è che dal 1º gennaio «tutte le funzioni dei comuni di Santa Fiora, Cinigiano, Seggiano, Castel del Piano, Arcidosso,Roccalbegna, Castell’Azzara,Semproniano, ad eccezione della segreteria e dell’anagrafe, sono passate all’Unione (dei comuni, ndr) e dei 140 dipendenti dei Comuni suddetti 120 sono stati trasferiti alla Unione. Ai municipi di origine, pertanto, rimangono assegnati 20 dipendenti solo per sbrigare quattro bagattelle della segreteria e dell’anagrafe. L’Unione, di fatto, è già comune unico». Per questo, dice l’avvocato, «alle prossime elezioni amministrative i cittadini chiamati alle urne negli otto municipi non eleggeranno un sindaco con i poteri di un tempo, ma solo un funzionario di anagrafe e di segreteria».

Bianchini ricorda che «per fare definitiva chiarezza sul tema, il Comune di Castel del Piano, su richiesta dei consiglieri di minoranza, alcuni mesi or sono ha approvato una delibera con la quale dichiara di non essere contrario a che la Regione Toscana indìca un referendum consultivo per sapere se i cittadini sono favorevoli ad eleggere subito, senza attendere che la Regione lo faccia per legge dal 1º gennaio 2016, il sindaco di città dell’Amiata».

In questo modo, ricorda Bianchini, si eliminerebbero «sette primi cittadini, sette consigli e sette giunte comunali con risparmi di circa 2,5 milioni di euro l’anno. Se la fusione viene consacrata con legge prima del 1º genanio 2016, Regione e Stato daranno agli enti unificati un premio di circa 11 milioni di euro. In caso contrario la fusione dovrà essere subita senza alcuna contropartita».

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