Proteste
I NODI DELLA POLITICA
GROSSETO. Marco Simiani, presidente di Rama spa (in scadenza di mandato), ha spiegato due giorni fa, in una intervista al Tirreno, come la società verrà liquidata, minimizzando sui debiti (circa 9...
GROSSETO. Marco Simiani, presidente di Rama spa (in scadenza di mandato), ha spiegato due giorni fa, in una intervista al Tirreno, come la società verrà liquidata, minimizzando sui debiti (circa 9 milioni) e dando una spiegazione politica agli attacchi ricevuti negli ultimi mesi. Parole che non tutti i soci hanno apprezzato.
E così sulla questione debitoria – come già accaduto in passato (nell’agosto scorso e di nuovo a dicembre) – sono subito giunti in redazione documenti ufficiali dell’azienda che smentirebbero Simiani. In una busta con su scritto «Rama è sana come un malato terminale».
Preoccupazione. In effetti la situazione di Rama, leggendo un report del 30 dicembre scorso, sarebbe molto più complessa di quanto la si vuole far apparire. E ne avrebbero piena consapevolezza, oltre al presidente, i vari Brogi, Materazzi, Zazzeri e Menichetti.
Cinque scenari. Alla data odierna, gli scenari possibili, cioè le soluzioni allo studio sottoposte ai soci, sarebbero cinque. 1) Il piano prospettato dal gruppo di lavoro congiunto Tiemme-Rama; 2) il conferimento di tutto il patrimonio immobiliare e relativo indebitamento a Tiemme a fronte di un aumento di capitale; 3) il conferimento di tutto il patrimonio in un fondo immobiliare; 4) il conferimento di tutto il patrimonio in una costituenda società immobiliare; 5) il consolidamento dell'intera esposizione debitoria in un mutuo ventennale da prospettare a un pool formato dalle banche creditrici.
Siamo al bivio. In realtà ci viene spiegato che queste strade presuppongono «elementi imprescindibili e propedeutici» che condizionano tutte (o quasi) le ipotesi in campo. Innanzitutto ci dovrà essere l’impegno diretto, convinto, di tutti o dei maggiori soci in quanto il sistema bancario pretende una presa di posizione della “proprietà”. Poi bisognerà ottenere il via libera dalle banche, visto che l’esposizione attuale è come scoperto di conto corrente, quindi non è ipotizzabile alcuna forma di subentro o di trasferimento. Infine c’è il problema “gara unica”. Cioè gli immobili strategici al Tpl (trasporto pubblico locale) sono stati inclusi nell’elenco per la gara unica regionale quali immobili necessari allo svolgimento del servizio e pertanto l’aggiudicatario sarà vincolato all’acquisto, ovvero alla locazione. Entrambe le opzioni, e i relativi valori espressi da tali opzioni, potrebbero di conseguenza influire sugli scenari ipotizzati.
Ipotesi 1. Ma vediamo meglio pro e contro di ogni possibilità prospettata per uscire dall’attuale situazione debitoria. Il piano di salvataggio Tiemme-Rama (ipotesi 1), quello già presentato, ha come vantaggio di essere già pronto, quindi spendibile con i creditori. Presuppone però il coinvolgimento di tutti i soci, l’accettazione della decurtazione dei valori proposta da Tiemme e la disponibilità a investire altro denaro da parte dei soci (come finanziamento temporaneo o acquisto di azioni in portafoglio).
Ipotesi 2. L’ipotesi 2 prevede la sottoscrizione di un aumento di capitale lanciato da Tiemme. Come coprirlo? Mediante il conferimento del patrimonio immobiliare e del debito su di esso insistente. Il vantaggio per Rama sarebbe quello di risolvere e azzerare tutti i problemi in un colpo solo, con le banche che gradirebbero assai questa soluzione. Ci sono però dei problemi: innanzitutto per mantenere un equilibrio in Tiemme, sarebbe richiesto che anche gli altri soci di sottoscrivere un analogo aumento (cosa tutt’altro che scontata) e al tempo stesso rimarrebbe il problema della valutazione degli immobili in conferimento, che Tiemme – secondo Rama – sottostima.
Ipotesi 3. La terza strada, molto creativa, è quella gradita a Simiani. Nell’ipotesi 3 si tratterebbe di dare mandato a una Sgr di costituire un contenitore, un fondo immobiliare e di conferirvi immobili e debito. Ma non è fattibile dalla sola Rama in quanto non si determinano le soglie minime di convenienza. Si chiederebbe quindi un’apertura di credito ai soci, alla morente Provincia e al Comune di Grosseto in particolare, che potrebbero mettervi dentro anche buona parte del loro patrimonio. In futuro ci sarebbe una flessibilità nelle decisioni (collocare le quote del fondo, tenerle, ripartirle tra i soci...).
Ma su questa possibilità i contro sono notevoli: in primis, come già detto, per raggiungere le soglie minime si deve coinvolgere anche altri soggetti che al momento non hanno feeling con Rama. Inoltre, superando il debito Rama la quota massima del 60 per cento rispetto al valore degli immobili, ciò presuppone che gli altri soggetti conferenti portino nel contenitore debiti ridottissimi.
Ipotesi 4. L’ipotesi 4 prevede la costituzione di una società immobiliare insieme con altri soggetti (dell’ambito Tiemme o pubblici) per conferirvi gli immobili di proprietà con relativi debiti. È una soluzione simile alla precedente ma meno onerosa sotto il profilo economico. I tempi per realizzarla sono però più lunghi rispetto alle altre alternative. C’è inoltre una possibile questione di equilibri con gli altri conferenti e anche i livelli di auto-sostenibilità finanziaria sarebbero tutti da verificare.
Ipotesi 5. Infine il maximutuo pluriennale (20 anni). L’ipotesi 5 contemplata nel report inviato ai soci è quella di realizzare un accordo con le banche creditrici e consolidare l’attuale esposizione in una operazione con rientro nel 2035.
Il principale vantaggio per Rama è che stiamo parlando di un piano molto veloce da mettere in campo. L’idea è quella di modulare il mutuo a elastico rispetto sia alle strategie di alienazione attualmente in essere sia a ciò che avverrà con la gara unica. Ma anche qui non mancano gli ostacoli. L’operazione passa infatti attraverso un delicato accordo tra banche tutt’altro che scontato e poi andrebbe verificato con estrema attenzione il piano di rientro e il livello di sostenibilità economica e finanziaria, magari con una rata congrua.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
