La manifestazione
Massimo Borghi contro i videopoker
Era il 2010 quando il Comune di Gavorrano, con il sindaco Massimo Borghi dichiarò guerra ai videopoker. Con un’ordinanza, l’allora primo cittadino del comune minerario aveva tentato l'arrembaggio al...
Era il 2010 quando il Comune di Gavorrano, con il sindaco Massimo Borghi dichiarò guerra ai videopoker.
Con un’ordinanza, l’allora primo cittadino del comune minerario aveva tentato l'arrembaggio al gioco d'azzardo in paese con uno stratagemma: scoraggiare i bar a tenere videopoker revocando loro le autorizzazioni di suolo pubblico e imponendo la chiusura anticipata.
Una scelta fatta dopo che una dozzina di famiglie, madri, mogli, figli, erano finite sul lastrico per la dipendenza da gioco.
Fra loro c’era chi aveva perso la casa, chi si era è separato per le tensioni in famiglia, chi ha dovuto bussare ai servizi sociali perché i soldi erano finiti tutti nelle macchinette.
L’anno dopo però, il Tar della Toscana, su ricorso dei gestori delle macchinette, bocciò quell’ordinanza, dicendo che il videopoker con la salute pubblica non c'entrava niente.
Una sentenza che non ha fermato Massimo Borghi. L’ex sindaco ha continuato la sua battaglia.
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