Attenzione
Follonica piange Maria Antonietta
Maccherani era una degli ultimi testimoni del naufragio dell’Andrea Doria
FOLLONICA. Ha speso tutta la sua vita ad aiutare i bisognosi nella più autentica e genuina fede cristiana. La notte scorsa se n’è andata, a 91 anni, giusto due mesi dopo il suo compleanno.
Maria Antonietta Maccherani ha rappresentato una figura conosciuta ed apprezzata in tutta la città di Follonica dal dopoguerra fino ai giorni nostri, che ha attraversato una parte importante della storia del Novecento diventandone pure protagonista involontaria.
Maria Antonietta, infatti, era una delle naufraghe scampate all’affondamento dell’Andrea Doria, capace di uscire indenne dalla tragedia e di portare con sé per tutti questi anni momenti, ricordi ed immagini di quella che è stata fino al disastro della Concordia la più grande sciagura della navigazione italiana moderna.
Conosciuta da tutti con il solo nome di Antonietta, arrivò a Follonica nel 1928 assieme al padre ed al resto della famiglia: lo zio infatti era proprietario della cartiera di via Gorizia, uno dei poli industriali più importanti della allora piccola città del Golfo.
Da quel momento tutta la famiglia Maccherani divenne parte della comunità e proprio Antonietta rappresentò una delle guide più importanti dell’intero nucleo, maggiore di tre tra sorelle e fratelli. Assieme a buona parte dei follonichesi dell’epoca visse e subì tutti i disagi e le difficoltà della seconda guerra mondiale, che toccò limitatamente Follonica ma che costrinse comunque molti residenti a “sfollare” dalle proprie abitazioni: Antonietta e la famiglia trovarono rifugio nel campanile della chiesa di San Leopoldo ma anche in quei momenti difficili non fece mai mancare il suo apporto ed il suo sostegno a chi era più in difficoltà di lei.
Qualche anno più tardi la sorella Alfredina lasciò l’Italia per emigrare negli Stati Uniti, un viaggio della speranza alla ricerca di un futuro migliore compiuto in quel periodo da milioni di italiani: Antonietta rimase a Follonica ma non perse mai i contatti con la sorella e nell’estate del 1956 decise di raggiungerla per la prima volta al di là dell’Atlantico.
Per il viaggio Antonietta scelse uno dei punti d’orgoglio dell’Italia in via di ricostruzione, la motonave Andrea Doria inaugurata solo tre anni prima e capace di trasportare oltre 1.200 passeggeri, in compagnia fra l’altro in quel tragitto di viaggiatori famosi come le attrici americane Ruth Roman e Betsy Drake, moglie quest’ultima di Cary Grant.
Alle 23.09 del 25 luglio, in viaggio da Genova fino a New York, il transatlantico della Italia Navigazione si scontrò a 350 miglia dall’arrivo negli Stati Uniti con la rompighiaccio Stockolm (diventata successivamente di proprietà fra gli altri della Star Lauro e della Festival Crociere e tutt’ora in servizio come nave da crociera battezzata Athena). Morirono 46 passeggeri quasi tutti nelle cabine danneggiate dalla prua della Stockolm. Antonietta fu più fortunata, la zona della nave in cui era alloggiata non venne colpita direttamente dalla rompighiaccio e riuscì a raggiungere una delle scialuppe salvandosi.
«Una donna grossa con difficoltà di movimento che era vicino a me non riuscì a saltare sulla scialuppa – raccontò parecchi anni fa al cronista, allora giovanissimo vicino di casa di Antonietta – scivolò in mare senza che nessuno potesse fare niente per salvarla».
Antonietta ha sempre vissuto nella casa di via Vespucci a Senzuno, aiutando il fratello Gabriele nella gestione del negozio di generi alimentari e rappresentando un valido supporto ai familiari nel crescere tutte le generazioni di Maccherani fino ai giorni nostri oltre che punto di riferimento della parrocchia di Senzuno nell’aiuto ai bisognosi e nel conforto agli anziani ed ammalati. «La vita è una valle di lacrime ma ci si sta tanto bene», è stata la sua filosofia negli ultimi difficili ma sereni anni di vita. La camera ardente è allestita presso il salone della chiesa dei Santi Pietro e Paolo dove oggi alle 14.30 avranno luogo i funerali.
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