Il Tirreno

Grosseto

tribunale/1

Condannato per il furto a scuola

Macchina fotografica e cialde da caffè: preso anche il ricettatore

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GROSSETO. Il modus operandi aveva lasciato pochi dubbi all’equipaggio della Volante intervenuto alla scuola materna Arcobaleno di via Ungheria, dove era stato commesso un furto scoperto la mattina del 26 marzo. Così gli agenti erano andati subito a colpo sicuro a casa di Sabato Vario, 47 anni, nolano, conosciutissimo alle forze dell’ordine e agli uffici giudiziari. Quando aveva aperto la porta del suo alloggio al Poggio, ed erano passati nemmeno 45’ dalla scoperta del furto, sul tavolo c’erano 15 cialde da caffè: e il raid alla scuola aveva interessato proprio quegli alimenti, oltre a due macchine fotografiche digitali prelevate dalle aule. «Sì, sono stato io», aveva ammesso Vario indicando le cialde. E le macchine fotografiche? «Venite con me». Sabato aveva portato gli agenti in un altro alloggio del Poggio, quello di Vincenzo Spada, 30 anni, napoletano: ne aveva venduta una a lui, una Benq Dce 605 di proprietà della scuola, contenente una quarantina di foto dei bambini ritratti durante le attività didattiche. L’uomo aveva confermato: «Gli ho dato 15 euro, mi ha detto che non aveva i soldi per mangiare». Dell’altra fotocamera della quale le insegnanti avevano denunciato la scomparsa, una Kodak C310 nessuna traccia: e tale furto non è stato contestato all’imputato. Dall’armadietto a due ante situato nella dispensa, e trovato anch’esso forzato, non era stato portato via nulla.

Gli elementi raccolti sono stati ritenuti sufficienti al gup Marco Bilisari per emettere due sentenze di condanna al termine del giudizio abbreviato, cioè con lo sconto di un terzo sulla pena. Vario è stato condannato per furto con scasso (la porta era stata forzata con un cacciavite, così come gli armadietti) a 10 mesi e 400 euro, con l’attenuante di aver consentito di individuare il ricettatore: un’attenuante che ha potuto bilanciare in parte il pesante curriculum giudiziario dell’imputato. Spada ha invece avuto una pena di 10 mesi, 20 giorni e 280 euro. Secondo il giudice non poteva non essere a conoscenza della provenienza delittuosa della macchina fotografica, per i precedenti e le precarie condizioni economiche di Vario.

Il pm Laura D’Amelio aveva chiesto la condanna di entrambi. Ed entrambi, difesi dall’avvocato Roberto Cerboni, dovranno pagare le spese processuali. (p.s.)

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