Il Tirreno

Grosseto

«Autostrada dannosa, pedaggio iniquo»

Il Movimento 5 Stelle interroga il governo: trascurabili i vantaggi per la velocità di percorrenza

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ORBETELLO. Il M5S ha portato in Parlamento la questione autostrada tirrenica, con una interrogazione in cui si chiede a gran voce un ritorno al progetto Anas 2001, cosa voglia fare il Governo per evitare questa infrastruttura e come si intende dimostrare la vicinanza a questo territorio.

«Il corridoio autostradale - vi si legge - appare non solo non necessario, ma dannoso per lo sviluppo economico, per il turismo e per l'ambiente della zona della Maremma. Esso, infatti, produrrà un impoverimento certo dei residenti e di un ambiente, ad oggi, unico, ben conservato, armonico, poco urbanizzato; non si guadagnerà in velocità di scorrimento degli automezzi, in quanto già oggi, sulla statale Aurelia, i 115 chilometri di variante da Rosignano a Grosseto si percorrono a 110 km/h orari; con un'autostrada a 130 km/h si guadagnerebbero, ipoteticamente, una manciata di minuti, ma le previste 4 barriere vanificheranno il magro guadagno, e in estate il corridoio Berlino-Palermo chiede solo che ci sia "continuità di larghezza di carreggiata", e questo è assicurato, almeno nel tratto Rosignano-Grosseto Sud, dalla Variante Aurelia, già pagata con i fondi statali e gratuita».

«Cosa diversa - aggiunge M5S - sono i 106 chilometri a sud di Grosseto, che da anni gridano vendetta per la pericolosità e i morti. È da lì che si sarebbe dovuto iniziare se realmente si avesse avuto a cuore la sicurezza dei cittadini. Il progetto Cipe 2008 era approvato dalle amministrazioni e dalla Sat, non dalle associazioni ambientaliste e soprattutto, nella sua prima stesura, era stato bocciato dalla Commissione dell'Unione europea per la concorrenza, in quanto prevedeva il cosiddetto "accollo" da parte dello Stato: 3,8 miliardi a favore di Sat nel 2046, alla fine della concessione. Lo Stato, al momento di riprenderla, avrebbe rimborsato tutto l'investimento iniziale e così Sat, per 35 anni, avrebbe incassato il pedaggio; il progetto Cipe definitivo non parla più di accollo, e per questo Sat l'ha rigettato, variando le cifre sul traffico e presentando un progetto di Autostrada in sede Aurelia, ad un costo ben inferiore di 2,2 miliardi di euro».

Secondo 5 Stelle, «pagare il pedaggio su di un bene già pubblico è incomprensibile. La variante è già esistente e Sat non farà altro che allargarla in qualche tratto e installare i caselli per la riscossione; il pedaggio, se applicato ai residenti, rappresenterebbe una nuova, iniqua tassa sui cittadini, un pedaggio tra l'altro, esoso, tra i più cari d'Europa, 18 centesimi per chilometro».

La variante va già bene così com'è, e, a giudizio degli interroganti, «si vuole realizzare un'autostrada che di fatto produce benefici solo per Sat; un mancato adeguamento di carreggiata per le gallerie e per i viadotti crea una larghezza della carreggiata variabile aumentando i rischi e venendo ad essere in chiaro contrasto con quanto chiesto dall'Unione europea; il Progetto Anas 2001 prevedeva la messa in sicurezza e raddoppio dell'Aurelia a sud di Grosseto, progetto approvato dalla commissione ministeriale per la valutazione di impatto ambientale e da tutte le parti sociali, ambientalisti compresi; tale soluzione avrebbe avuto il merito di consegnare una Aurelia sicura, gratuita per tutti e poco impattante sul territorio». M5S ricorda che il Cipe non ha approvato le promesse di esenzione al pagamento del pedaggio e il conflitto di interessi che esisterebbe a carico di Antonio Bargone, presidente Sat e anche commissario governativo straordinario per la Tirrenica.

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