Il dolore
Meno tasse e sagre, niente auto
Commercio, le associazioni provano a reagire. Faragli: «Si investa la tassa di soggiorno nel turismo»
GROSSETO. Quando cadi, anche se ti fai parecchio male, devi rialzarti. Ieri il Tirreno ha testimoniato, per l’ennesima volta, la morìa di negozi in centro. Oggi torniamo a parlare di commercio con il direttore della Confesercenti, Gloria Faragli, e il presidente dell’Ascom, Filippo Lombardelli. Sì, perché mentre la crisi continua a spolpare i portafogli delle famiglie c’è da pensare a qualche via d’uscita. E le idee devono arrivare da chi ha il compito di tutelare i diritti dei negozianti.
Roma canaglia. Che gran parte delle leve per uscire dalla fanghiglia della crisi possano essere mosse dal governo è cosa nota e scontata. Anche le associazioni ribattono su questo, ma dal capoluogo della Maremma sarà difficile smuovere le montagne. Lì, tra le poltrone del potere romano dovranno darsi da fare i politici che hanno raccattato voti (anche) da queste parti. Il resto sono solo chiacchiere buone per accompagnare un bel caffè al bar.
Tassa di soggiorno. Iniziando a parlare di cose su cui possiamo incidere davvero c’è la tassa di soggiorno: «Tutti quei soldi – dice Gloria Faragli - devono essere reinvestiti sul turismo». È l’applicazione di quel famoso circuito virtuoso più volte richiamato durante le discussioni legate all’applicazione della tassa.
Ciao ciao Tares. «Abbiamo chiuso l’anno con l’auspicio di rivedere la tassazione locale» ci ha confidato ieri Filippo Lombardelli. Uno degli intenti principali è limare l’ultima rata della tassa sui rifiuti, la Tares: «Vorremmo cercare di ridurla». Poi ci sarà da discutere con il Comune delle future imposte. Ma la confusione parlamentare non aiuta.
Sagre. Altra certezza che entrambe le associazioni vogliono strappare nel 2014 è l’avvento del regolamento sulle sagre. Sia per Confesercenti che per Ascom si tratta di una priorità. L’assessore al commercio, Emanuel Cerciello, garantisce: «Porterò la bozza sul tavolo del prossimo consiglio comunale». Ci sarà da vedere quali modifiche verranno apportate al testo che, allo stato attuale, prevede sagre dalla durata massima di 7 giorni e il solo uso di prodotti tipici.
Periferie e frazioni. Da Marina e Principina sino a Braccagni, Roselle e Rispescia. Se il centro storico del capoluogo è in apnea le periferie ballano sull’orlo della morte. «C’è un rischio desertificazione della città e dei paesi: anche da un punto di vista della sicurezza» ammonisce Gloria Faragli. Poi lancia l’appello affinchè «Nelle aree marginali si arrivi a consistenti sgravi fiscali».
Tutti a piedi. È una battaglia del Tirreno: fuori le auto dal centro storico, spazio alle famiglie. Le due associazioni concordano. E per il futuro anche il sindaco, Emilio Bonifazi, ha garantito un cuore cittadino meno “trafficato”. Nel partito di maggioranza, il Piddì, il segretario comunale, Saimo Biliotti, sarebbe favorevole a una pedonalizzazione del salotto buono, magari con l’allargamento della Ztl al primo anello fuori Mura.
Affitti. Anche su questo Ascom e Confesercenti sono unite: il costo delle locazioni commerciali è troppo alto. Dall’altra parte, però, c’è chi lamenta fondi lasciati in condizioni inaccettabili al momento del termine dell’affitto, o diverse mensilità rimaste insolute.
Centri commerciali. «L’arrivo del superstore Unicoop influirà negativamente sulla piccola impresa», parola di Gloria Faragli. La direttrice è critica nei confronti del proliferare dei grossi agglomerati commerciali anche dalle parti della Cittadella (dove hanno aperto Conad e altri) e delle liberalizzazioni.
Ccn. Intanto il Centro commerciale naturale – che può vantare delle Mura su cui il Comune ha iniziato a spendere energie - è il non pervenuto della partita. Ma le associazioni ci credono: «Stanno lavorando sotto traccia» assicura Lombardelli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
