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«L’aiuto si dà in modo oggettivo»

Un abitante di case popolari lamenta disagi. Paffetti: non decido io

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ORBETELLO. Non si è fatta attendere la risposta del sindaco di Orbetello, Monica Paffetti, alle richieste di aiuto formulate ieri da Andrea Mazzini e dalla sua compagna che lamentavano una situazione di disagio data soprattutto dall’assenza, nella loro casa popolare, di acqua calda e riscaldamento per mancanza dell’allacciamento alla condotta del metano.

«Sono più di due anni che io personalmente non vedo il signor Mazzini», tiene a precisare il sindaco. «Mi dispiace delle sue difficoltà ma abbiamo dato a lui e alla sua compagna una casa popolare a Orbetello, come da lui richiesto».

Mazzini contestava al primo cittadino il mancato aiuto «che – dice lui – come si legge sul giornale il Comune dice di dare alle famiglie in difficoltà, ma non a noi».

Paffetti fa sapere che il Comune ha «cambiato il modo di dare l’aiuto nel sociale togliendo la domanda diretta che dava adito a far pensare che l’aiuto venisse concesso in maniera soggettiva, una sorta quasi di “voto di scambio”, sistema ancora presente altrove che noi però abbiamo eliminato. Se il signor Mazzini ha bisogno di aiuto, deve rivolgersi agli uffici del sociale che valuteranno il caso e decideranno il da farsi».

Per l’erogazione degli aiuti, precisa il sindaco, viene applicato «un metodo oggettivo: l’aiuto viene dato valutando la situazione concreta caso per caso. Ovviamente degli aiuti erogati viene fatto relativo rendiconto al Comune, ma non è il sindaco che decide a chi dare o non dare i soldi del sociale. Gli aiuti si danno a seconda delle difficoltà e dei casi specifici e a deciderlo sono gli uffici». (i.a.)

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