Italia
In causa per l’abuso l’amministrazione vende il terreno
L’Ente lo aveva acquisito dopo che un box era diventato un miniappartamento: le opere dovranno essere demolite
MASSA MARITTIMA. Opere abusive: il Comune di Massa Marittima vende il terreno prima acquisito per delle illegittimità alla ex proprietaria che dovrà demolire quanto costruito senza permesso. Nell'ottobre 2011 dopo un sopralluogo della polizia municipale massetana venne rilevato che a Valpiana, in località Cilindro, erano state realizzate delle opere edilizie, in contrasto con quanto invece era stato concesso alla proprietaria dei terreni.
La coltivatrice diretta infatti aveva trasformato un semplice box prefabbricato, destinato al rimessaggio degli attrezzi, in un piccolo appartamento, con tanto di cucina, camera da letto e bagno. «Tale box risulta esternamente rivestito in lamiera, mentre è stato tamponato internamente con muratura e parzialmente intonacato e piastrellato – si legge nella relazione della municipale fatta nel 2011- L’interno si presenta arredato con tavolo camino, sedie, un lavello, un piano fuochi, un frigo e un servizio igienico con piatto doccia, lavandino, wc e camera da letto. La pavimentazione è stata eseguita con materiale ceramico». Non solo: accanto al prefabbricato, all'epoca stava per esserne realizzato un altro, che con ogni probabilità sarebbe stato l'ampliamento del mini appartamento abusivo. Un altro spazio per ingrandire quanto già realizzato in precedenza, che poteva ospitare magari un'altra camera da letto, o un bagno. Dopo le verifiche degli agenti, il Comune di Massa Marittima emanò un'ingiunzione con la quale si intimava la proprietaria a demolizione delle opere realizzate senza permesso entro tre mesi: se l'ordinanza non fosse stata accolta allora l'amministrazione avrebbe acquisito nel patrimonio comunale il terreno su cui si trovavano tali box. I novanta giorni sono passati e le opere non sono state demolite: la proprietaria ha fatto infatti ricorso al Tar, che però ha respinto la sua richiesta. Successivamente la stessa si è rivolta al Consiglio di Stato. Il Comune ha dovuto quindi affidare un incarico esterno ad un legale che si occupasse del processo: la causa sta ancora andando avanti, ma l'avvocato della parte pubblica ha disposto che l'amministrazione sottoscriva una convenzione con la controparte, un atto che in pratica metta fine alla controversia trovando una soluzione che mette d'accordo entrambi le parti. «Il Comune si impegna a vendere all'ex proprietaria le aree (già acquisite alla proprietà comunale) sulle quali si sono verificati gli abusi edilizi – si legge nell'atto, approvato dalla giunta nei giorni scorsi - la stessa corrisponderà al Comune l'importo dovuto oltre a demolire le opere abusive e a presentare un piano di miglioramento agricolo ambientale; l'amministrazione comunale incasserà la somma relativa alla vendita dei terreni e in più vedrà demolite le opere abusive».
L'accordo costerà al municipio 3mila euro più Iva, denaro utile a pagare la parcella del legale esterno, ma alla fine vedrà la soluzione di una controversia che oramai va avanti da anni, incassando per altro i soldi della vendita del terreno.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
