Sicurezza
Befana, Befani e Befanotti: in Amiata si leva il coro che celebra il 6 gennaio
Lo show della Befana, dei Befani e dei Befanotti chiude in bellezza, sull’Amiata, il non stop della lunga kermesse natalizia. Con un canto di questua corale che dalla vigilia dell’Epifania (si...
Lo show della Befana, dei Befani e dei Befanotti chiude in bellezza, sull’Amiata, il non stop della lunga kermesse natalizia. Con un canto di questua corale che dalla vigilia dell’Epifania (si comincia, in genere, alle 16,30) si concluderà nella tarda nottata del 6 gennaio. Poi tutto tornerà alle regole consuete, ma prima di allora, in quasi tutti i paesi, i borghi, le frazioni della montagna, un unico grande canto di buon auspicio inonderà la notte magica della vecchia che viene giù dal camino a cavallo della sua scopa. Un canto di questua le cui radici si perdono nella notte dei tempi, con un rituale e una filastrocca che ogni gruppo mantiene inalterato nel tempo e che si differenzia dagli altri, anche se ha in comune la sostanza di fondo: si va a cantare per fare gli auguri di un anno felice e fecondo, si chiede il permesso di entrare e poi si invocano le vivande contadine, si saluta e si ringrazia. Attesissime, oltre quelle di Montelaterone e di Bagnoli di Arcidosso, le Befanate di Saragiolo, di Marroneto, di Bagnore, di Selva e di Bagnolo di Santa Fiora, dove gruppi numerosi di giovani con travestimenti collaudati e con ruoli ben precisi (sono anche più di 20 partecipanti), accompagnati dal suono della fisarmonica, della chitarra, del clarinetto, andranno di porta in porta, fin nei poderi, gettando lupini, simbolo di ricchezza e di fortuna, e riceveranno in cambio ogni ben di dio: la farina dolce per fare la polenta, il vino, le uova, il prosciutto, i marron secchi, serviranno, poi, per un pasto collettivo che sarà consumato insieme. In particolare a Selva, quest’anno, si uniranno al gruppo storico dei Befani selvaioli quelli di “sono gigliese e canto” già ospiti di Selva per il canto del 1 maggio. Ma non sono da meno quelli di Castel del Piano, dove la Befana vera si canta un giorno prima, con la questua delle “trenta giovane” della contrada del Borgo, del 4 gennaio. Anche a Roccalbegna la magica notte del 5 gennaio si ripropone il rituale della “Fiaccola”, la grande catasta ardente dentro le mura medievali. Qui attorno, dalla sera fino all’alba, si intonano i canti tradizionali, compaiono i travestimenti del befano e della befana e si consuma polenta dolce. Mentre invece ad Arcidosso il 6 la Befana si calerà dall’alto coi vigili del fuoco e a Castel del Piano il pomeriggio del 6 sarà interpretata dai befani dell’Avis in sala consiliare. (f.b.)
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