Sicurezza
Stragi di lupi, petizione on line per dire stop
Sulla piattaforma change.org si può firmare la richiesta di intervento al presidente della Regione
GROSSETO. Adesso, per interrompere il bracconaggio contro i predatori in Maremma, sulla piattaforma change.org è stata aperta una petizione on line da inviare al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi.
Una petizione che, riconoscendo l’impellenza di erogare i risarcimenti agli allevatori colpiti dalle frequentissime, ormai, aggressioni alle loro greggi, vuole comunque frenare l’uccisione degli stessi predatori.
Nella petizione, per la verità, si parla di lupi, anche se fra i sette uccisi ultimamente in Maremma e lasciati sotto gli occhi di tutti – quando sul ciglio della strada, quando addirittura portati in piazza ed esposti – pochi sarebbero i lupi. Per la maggior parte sono ibridi tra cani e lupi.
Comunque sia, la petizione per salvare il lupo l’ha lanciata Marco Stefanini. «La Regione Toscana – si legge nelle motivazioni – deve intervenire per far cessare il bracconaggio contro il lupo nella zona della Maremma. Si devono accelerare i risarcimenti economici verso chi subisce danni alle greggi ma si deve vigilare sul territorio per non avere più uccisioni di lupi. Quindi rafforzare l’impegno delle forze di controllo, polizia provinciale, forze dell’ordine, vigili urbani».
Change.org, utilizzata da Marco Stefanini è la più grande piattaforma di petizioni al mondo che incoraggia le persone, dovunque si trovino, a realizzare il cambiamento che esse auspicano. Utilizzata da oltre 45milioni di utenti in 196 Paesi, ne conta 1,7 milioni solo in Italia. Al momento la petizione rivolta al governatore della Toscana ha raggiunto circa quota 800 firmatari che sottoscrivono una richiesta su una problematica che sta occupando spazi importanti nel dibattito contemporaneo e che vede posizionati da un lato gli animalisti e dall’altro non solo gli allevatori delle greggi, colpiti duramente nei loro beni, ma anche chi si rende perfettamente conto che le predazioni ormai inarrestabili stanno distruggendo un’economia intera, quella legata all’allevamento e a tutta la filiera, stanno riducendo l’ambiente una volta tenuto in ordine dalla presenza e dal lavoro dei pastori, in un territorio incolto e inospitale, minato da dissesti idrogeologici incalcolabili e difficilmente recuperabile.
Al dire di tanti allevatori, i progetti finora messi in campo per frenare il disastro predazioni, in particolare i progetti di censimento e contenimento Ibriwolf e Medwolf, ben pochi effetti hanno sortito e da molte parti si contesta anche il pesante costo di denaro pubblico per mantenere nei canili, randagi e predatori catturati. Quindi danni incalcolabili per le aziende ma anche per le casse pubbliche. Eppure tutto questo non convince, perché chi osa anche appena ipotizzare che è arrivato il momento di eliminare i randagi che sono una delle cause principali del proliferare di predatori ibridi, metà cani e metà lupi, è contestato e additato al pubblico giudizio.
Come accade oggi, a Grosseto, dove dalle 11 alle 13 è atteso un presidio di protesta di fronte al palazzo della Provincia, in piazza Dante. Il motivo è dire no alla «soppressione dei cani randagi proposta dal responsabile veterinario della Asl, Paolo Madrucci, e contro il presidente della Provincia, Leonardo Marras, che ha sostenuto le sue posizioni».
A organizzarla un gruppo spontaneo di cittadini che ha già lanciato l’evento su Facebook. La Lav Grosseto aderisce all’iniziativa e invita a partecipare: «Sarà un momento per dire no anche al tentativo del governo di ribaltare gli accordi presi in materia di vivisezione permettendo l’utilizzo di cani e gatti nelle sperimentazioni, ma anche l’occasione di protestare contro la strage di lupi che si sta perpetrando in queste settimane in Maremma», dichiara Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto.
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