Il Tirreno

Grosseto

«Ora basta attacchi, Rama Spa è sana»

di Guido Fiorini
«Ora basta attacchi, Rama Spa è sana»

Il presidente Marco Simiani si toglie qualche sassolino: «Giusto liquidarla, ma senza alcun costo per i cittadini»

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Rama Spa è destinata ad essere liquidata. L’assemblea dei soci entro la fine di gennaio prenderà una decisione in questo senso dopo che l’attività è passata in Tiemme Spa. Ma al di là dei numeri emersi nel mese di dicembre (8 milioni di euro di debiti) è una società con un patrimonio importante (circa 23 milioni di euro), la cui dismissione non costerà un soldo ai cittadini. Negli ultimi anni Rama (Rete Automobilistica Maremmana Amiatina) ha rinnovato il parco mezzi e investito in immobili, oltre ad assumere 120 persone, 90 delle quali stabilizzate. Con l’inizio del 2014 il presidente di Rama Spa, Marco Simiani, si toglie qualche sassolino dalle scarpe, contestando l’uso “politico” che è stato fatto dei numeri di bilancio di Rama: «Si è voluto attaccarmi con questi numeri, dimenticando quanto abbiamo fatto con Rama dal 2007, trasformando un’azienda non più competitiva, rinnovando, investendo, assumendo. E creando una nuova realtà, Tiemme, che è florida e fa utili. Adesso andremo a liquidarla, com’è giusto che sia, ma non posso che essere orgoglioso del lavoro che abbiamo fatto».

Per spiegare cosa è stato fatto e cosa accadrà occorre ripercorrere gli ultimi anni della gestione di Rama Spa da quando, nel marzo del 2007, Marco Simiani ne ha assunto la presidenza. «Abbiamo ereditato – ci dice – una società che aveva 4 milioni di euro di esposizione bancaria, con il trasporto pubblico locale in grande evoluzione, si parlava già di fusione, e un patrimonio di mezzi obsoleti che non garantivano la sicurezza. Attorno a Rama, inoltre, c’erano alcune società che facevano servizi analoghi (Guerrini, Ricchi, Fmf, Brizzi) e che con il tempo abbiamo acquisito, perché non riuscivano più a stare sul mercato. Sul piano degli immobili c’erano i depositi di Grosseto, Arcidosso e Pitigliano e un’ala del palazzo di via Oberdan. Ma avevamo anche carenze importanti: a Follonica, per esempio, gli autobus dovevamo parcheggiarli al bivio Rondelli, tenendo le attrezzature in una cabina telefonica... A Massa Marittima, invece, il deposito cadeva a pezzi. Insomma, c’era parecchio da fare».

Ma Rama che soci aveva nel 2007? «Rama era per il 56% degli Enti pubblici, Comuni, Provincia, Comunità montane e per il 44% della Taas, acronimo che significa Trambus Roma, Ataf Firenze, Atc Bologna e Spoletina».

Come vi siete mossi? «Su due fronti. Da una parte abbiamo investito per rinnovare gli autobus. Dall’altra abbiamo iniziato i lavori per il deposito di Follonica, acquistato uno spazio a Valpiana e realizzato strutture a Orbetello e al Giglio. Poi abbiamo assorbito le aziende analoghe, salvando tutti i posti di lavoro. Complessivamente abbiamo assunto 120 persone, di cui 90 sono state stabilizzate. Abbiamo avuto anche un ruolo sociale».

Intanto, però, nasceva Tiemme Spa. «Un lavoro decisivo. Di quattro debolezze abbiamo fatto una forza, anche se l’operazione è costata circa 5 milioni e mezzo di euro. Taas è voluta uscire e l’abbiamo dovuta liquidare, spacchettando il 44%. Il 13% l’ha comprato Rama, per 1,3 milioni, il 23% la stessa Tiemme Spa per 2,1, il resto Banca Etruria e Banca di Maremma, per un totale di 4. Un altro milione abbondante è servito per l’aumento di capitale di Tiemme Spa. Ma l’operazione è stata vincente».

E Tiemme ora funziona? «Tiemme è l’ottava società in Italia nel settore e funziona benissimo. Ha chiuso il 2012 con un utile e farà lo stesso con il 2013. Ha investito di recente 8 milioni di euro (più 8 della Regione) per comprare altri 80 mezzi nuovi. È pronta per la gara regionale per il trasporto pubblico locale».

E Rama che fa? A cosa serve? «Nel 2010 Rama ha passato tutto l’asset produttivo a Tiemme: quindi uomini, mezzi, officine. Ma ha tenuto per sé tutti gli immobili, strategici e non. Questo non è secondario: chi vincerà la gara regionale dovrà pagare gli affitti a Rama, sono circa 700mila euro all’anno di rendita sicura. Abbiamo anche provato a venderli, ma il mercato è fermo e non abbiamo avuto offerte alle gare. Inoltre nel 2010 c’era una delibera dell’assemblea che impegnava i soci pubblici a comprare quel 13% di azioni Taas acquistate da Rama. Vista la crisi, non l’hanno mai fatto. Entro la fine di gennaio l’assemblea deciderà come muoversi, ma è chiaro che andremo a liquidare la società».

Però c’è un attivo importante in Rama. «Chi ha usato i numeri per attaccarmi, dovrebbe imparare a leggere i bilanci. Eppure sono chiari. Rama ha un patrimonio immobiliare stimato in 16-17 milioni di euro. E ha il 30,52% di Tiemme Spa, che ha un patrimonio netto di circa 22 milioni di euro. Fanno circa 23 milioni di euro. Liquidarla non costerà un soldo ai cittadini, ma in questi anni l’abbiamo trasformata, abbiamo rinnovato mezzi e immobili, dato lavoro a cento persone. Credo che istituzioni e politica dovrebbero apprezzare quanto fatto finora da Rama. E con l’assemblea troveremo il modo di valorizzare il patrimonio enorme che ha».

Ultima cosa, il progetto Elife. Come va? «È una realtà imprenditoriale che funziona. Abbiamo già venduto il 49% a Prosperi, nel maggio scorso. E ci sono manifestazioni di interesse per l’altro 51%. Faremo quanto prima la gara per cederlo».

@guifiorini

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web