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Impianti sportivi: bufera a Rispescia

Impianti sportivi: bufera a Rispescia

«Nel Regolamento urbanistico scelta di spreco»: manifesti in tutta la frazione

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RISPESCIA. «Si sperperano soldi pubblici non favorendo lo sviluppo di Rispescia»: è lo slogan che sintetizza la clamorosa iniziativa di protesta promossa a Rispescia dall’associazione culturale sportiva Ombrone, guidata dal presidente Adolfo Ghiribelli. L’intera frazione, in questi giorni, è tappezzata di “vistosissimi” manifesti gialli (nella foto) nei quali Ghiribelli – a nome della sua associazione e, assicura lui, dell’intera comunità paesana – lancia il suo grido di protesta contro le previsioni del nuovo regolamento urbanistico per i nuovi impianti sportivi di Rispescia.

Come è noto (e su questo sono tutti d’accordo) da tempo si è deciso di spostare il campo sportivo dalla sua attuale collocazione, che ormai è nel cuore urbano della frazione. Il regolamento urbanistico prevede di realizzare i nuovi impianti in un’area ai margini del centro abitato, alla fine di via Primo Maggio. Per Ghiribelli una scelta assurda e costosa perché, spiega, decentrato rispetto alla frazione comporterebbe interventi milionari per adeguare la viabilità. Per questo la “Ombrone” («insieme all’Ente Parco», sottolinea Ghiribelli) presentò un’osservazione al regolamento, chiedendo che per i nuovi impianti fosse individuata un’area adiacente alla sp 59: qui c’era già, spiega il presidente, la disponibilità dei proprietari dei terreni, e vi si poteva (doveva) realizzare anche una palestra, campi polivalenti e opere «necessarie allo sviluppo del turismo», come parcheggi per auto, camper e bus. Un’operazione, assicura Ghiribelli, dai costi assai inferiori per le casse pubbliche e dagli effetti molto più virtuosi.

Ma la richiesta è rimasta inascoltata. E allora ecco la protesta “a chiare lettere” sui muri di Rispescia.

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