Finanza
Ex Colonia, l’unica certezza è il degrado
Chiuso il “processo partecipativo”, del suo futuro non si parla più. E intanto la struttura va in malora
FOLLONICA. Degrado alla Colonia Marina, si riapre uno dei capitoli più difficili dell'amministrazione Baldi. La vista per chi passeggia sulla spiaggia dalla parte di Senzuno non è certo delle migliori: guardando verso il mare nulla da dire sulla bellezza del golfo follonichese, è la natura che ha dato forma ad un panorama mozzafiato; ma basta voltarsi verso l’interno e qualcosa di poco piacevole allo sguardo salta subito agli occhi.
Si tratta della storica Colonia Marina: sedie abbandonate, intonaci che cadono a pezzi, zone transennate e scritte di pessimo gusto ovunque sulla facciata. Eppure, quello dovrebbe essere uno degli edifici più importanti di Follonica, considerata la sua età e sopratutto la sua posizione.
Ma se c’è una questione che l’attuale giunta non risolverà, è certo il piano sul futuro di quella grande palazzina immersa nella pineta di Levante. Servono svariati milioni per restaurarla e quei soldi non ci sono nelle casse comunali, così hanno sempre dichiarato in risposta alle segnalazioni sul suo pessimo stato, dagli uffici del municipio.
Intanto la Colonia sta letteralmente cadendo a pezzi: è da giugno del 2012 che nessuno sente più parlare del destino di quello stabile, a parte per i progetti sociali che trovano spazio al suo interno, primo tra tutti il dormitorio invernale destinato all’emergenza abitativa. A parte questo (nobilissimo) utilizzo, il nulla: eppure proprio nei piani presentati dall’attuale giunta nel 2009 (epoca in cui salì al governo cittadino) la Colonia era considerata uno dei primi punti all’ordine del giorno.
Venderla a privati? No: l’indirizzo ricevuto dal processo partecipativo attuato dal governo Baldi e costato 12mila 500 euro, è stato quello di mantenere la proprietà pubblica. Bene, ma come fare quindi a ristrutturarla? Il sindaco Eleonora Baldi e la sua squadra avevano formulato un’ipotesi: affidarne una parte ai privati in gestione, chiaramente e solo per determinati utilizzi (ostello sociale, colonia per i ragazzi), in cambio del suo completo restauro. Nessun imprenditore si è fatto avanti, troppi soldi da investire e pochi profitti, tanto che il comitato nato proprio in difesa del mantenimento della Colonia tra i beni del Comune, ha anche pensato che quella proposta fosse solo un primo step per l’immissione dell’immobile nel mercato delle compra vendite.
Ma neppure questa supposizione ha avuto seguito: sono passati mesi e mesi e lo stato di incuria è aumentato a dismisura, senza che nessun progetto sia stato portato al vaglio della città. Così con ogni probabilità i follonichesi dovranno ancora una volta sentir parlare della Colonia Marina durante la prossima campagna elettorale: venderla o non venderla, trasformarla, darla in gestione, insomma le opzioni non mancheranno, con la speranza di tutti che alla fine le sia resa giustizia e possa tornare ai vecchi splendori. (p.v.)
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