Il Tirreno

Grosseto

Piccola pesca ko, una boccata d’ossigeno

di Renzo Wongher
Piccola pesca ko, una boccata d’ossigeno

La Provincia di Grosseto stanzia 30mila euro per le barche messe in ginocchio dall’alluvione, specie quelle dei “rossetti”

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PORTO SANTO STEFANO. Trentamila euro ai pescatori danneggiati dagli eventi alluvionali del novembre 2012.

L’impegno di spesa è stato preso dall’amministrazione provinciale grossetana con delibera di pochi giorni fa. La giunta provinciale, dato atto che si prevede di pubblicare un bando in regime “de minimis” per sostenere i pescatori che hanno subito danni in occasione degli eventi alluvionali del novembre 2012, con particolare riguardo per coloro che sono autorizzati alla pratica della pesca al “rossetto”, vista l'autorizzazione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, a procedere ad un intervento in regime a favore dei pescatori della “piccola pesca”, ha ritenuto opportuno impegnare le citate previsioni di spesa corrente in quanto hanno avuto inizio le procedure per l'individuazione dei soggetti beneficiari che si concluderanno nei primi mesi dell’anno 2014. Tutto questo sulla base della deliberazione della giunta provinciale 203 del 30/10/2013 avente come oggetto “Direttive finalizzate al rispetto del Patto di Stabilità anno 2013”.

Sembrerebbe che poco avesse a che fare un’alluvione che fa straripare il fiume Albegna con la piccola pesca effettuata in mare davanti alla costa che, come un grande arco, si incurva da Talamone a Porto S. Stefano. Forse perché tutti hanno prestato attenzione alle vicende di terra e pochissimi a quelle di mare. Pochi si sono accorti della massa di fango che entrò in sospensione nelle acque che si stendono davanti alla duna della Giannella. Con le acque che sembravano poltiglia la piccola pesca e specialmente quella dei “rossetti” non si poté praticare. In quei lungi giorni, il prodotto catturato dalle barche della pesca costiera, fu pari al 30 per cento di quello normale. Perché questa sottolineatura della pesca del “rossetto”? Perché prendere questa specie di fauna marina richiede tecniche e condizioni ambientali molto particolari. Può dare un’idea delle particolarità di questa pesca il fatto che le reti sono in pratica veli da sposa. Infatti sono fatte di tulle. Si può pertanto comprendere la delicatezza e il costo di queste “rezze” che non possono essere adoperate in un mare pieno di ramaglie, arbusti, tavole e relitti, come era quello che si sono trovati davanti i pescatori nei giorni seguenti l’alluvione.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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