Finanza
Ausiliari, il Comune risarcisce
Versati 203mila € ai “vigilini” assunti più volte a tempo determinato
GROSSETO. Contratti a termine illegittimi per 6 ex “vigilini”: il Comune di Grosseto sborsa 203mila euro per risarcire le (ancora presunte) vittime di quei comportamenti non regolari e confida nella sentenza d’appello del Tribunale di Firenze. Nel frattempo incassa un primo modesto risultato, vedendosi ridurre l’entità del risarcimento dovuto, che il giudice del lavoro del Tribunale di Grosseto aveva fissato in primo grado a circa 245mila euro. Oltre 40mila euro in meno, insomma, che di questi tempi non sono briciole.
La vicenda, come molti ricorderanno anche perché ebbe una rumorosa eco di polemica pubblica tra i protagonisti e il sindaco Bonifazi , comincia nel 2007, quando Piera Boaretto, Iacopo Cheli, Vincenzo Ferraro, Diego Morisco, Luana Narmucci e Antonio Rosati, dopo una selezione vengono assunti a tempo determinato come agenti di polizia municipale per 4 mesi, dal 6 luglio al 5 novembre. Il contratto viene poi rinnovato fino al 4 marzo 2008 e si susseguono altri 3 contratti a termine: prima per 5 mesi, dal 1º maggio al 30 settembre 2008, poi nel 2009, dal 24 aprile al 23 settembre, e lo stesso avviene nel 2010, stesso periodo, con proroga di altri 5 mesi, fino al 23 febbraio 2011. In tutto 28 mesi di lavoro in divisa. Nel frattempo, nel 2009, il Comune bandisce il concorso per contratto a tempo indeterminato e prevede una preselezione. I sei partecipano, insieme agli altri, ma non superano la prova. Dopodiché si rivolgono al giudice del lavoro – difesi dagli avvocati Sergio Galleano di Roma e Alessandro Antichi di Grosseto – chiedendogli di riconoscere l’illegittimità dei contratti a termine stipulati col Comune.
Richiesta accolta: nel luglio 2012 il giudice Mezzaluna condanna il Comune a un risarcimento del danno pari a 20 mensilità da pagare a ognuno dei sei vigili ausiliari, oltre a rivalutazioni Istat, interessi legali e spese di lite. In tutto, come detto, più di 245mila euro che il Comune deve liquidare per decreto ingiuntivo.
L’ente pubblico fa subito ricorso in appello, per rovesciare il merito della sentenza ma anche per bloccare – nell’attesa del giudizio definitivo – l’esecutività del pagamento. A maggio del 2013 il Tribunale di Firenze accoglie in parte la richiesta di sospensione avanzata dal Comune e riduce la somma dovuta ai ricorrenti, portandola appunto a 203mila euro.
Ora il tesoriere comunale (banca Monte dei Paschi) ha provveduto a pagare e subito dopo – con determina del 23 dicembre scorso – il Comune ha impegnato la somma. I soldi insomma per adesso sono nelle mani dei sei ex vigili ausiliari, fermo restando, come recita la determina, che «qualora il ricorso in appello sia favorevole all’amministrazione comunale le somme liquidate saranno richieste» indietro.
La sentenza d’appello è attesa con ansia. Non solo perché in ballo c’è un bel po' di denaro, ma anche perché – qualora fosse accertata con sentenza l’illegittimità di quei contratti – potrebbe aprirsi il doloroso capitolo del “danno erariale”, che costringerebbe chi – nell’amministrazione – avesse commesso l’eventuale errore a rifondere personalmente l’ente pubblico.
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