Finanza
«In quelle case difficile passare alla stufa»
Sorano, Provincia ed Epg sul caso delle case popolari scaldate a gpl: «Disagio che sprona a far meglio»
SORANO. Doppia levata di scudi sul caso delle case popolari di Sorano dove un gruppo di inquilini a cui è stata assegnata la casa non ha le forze economiche sufficienti per pagare i costi del riscaldamento previsto dal progetto regionale a gpl e invoca, senza successo, la possibilità di poter installare stufe a legna e relativa canna fumaria, per riscaldarsi spendendo meno.
Il gruppo ha manifestato il proprio malcontenti nei giorni scorsi attraverso le pagine del Tirreno. Oggi rispondono il vicepresidente della Provincia di Grosseto Marco Sabatini, con delega al governo del territorio e alle energie rinnovabili, e il presidente dell’Edilizia provinciale grossetana Sergio Stefanelli.
Sabatini non vuole entrare nella problematica per fare polemica, dice, ma per avanzare qualche riflessione. «Dispiacciono situazioni così», spiega. «Il caso, comunque, deve indurci a riflettere, specificando in ogni caso come la Provincia non abbia competenze sull’edilizia popolare. Prima riflessione sulla tempistica. Le case sono state progettate 10 anni fa e realizzate a distanza di molti anni, per cui anche i costi energetici sono cambiati. Oggi vi sono molte opportunità in più. Per cui sarebbe opportuno ridurre i tempi fra progettazione e realizzazione. E usare tecnologie più idonee».
Sabatini indica, ad esempio, di considerare i luoghi geografici in cui le case popolari sorgono: «Nelle fasce collinari, ad esempio, potrebbe essere auspicabile l’uso del legno, che attiva una filiera che parte dal bosco e arriva al riscaldamento. Un uso con un doppio risvolto, ambientale e energetico. E fra l’altro per l’edilizia popolare va tenuto conto di situazioni climatiche diverse in specie nelle zone dove non c’è copertura di metano».
Sabatini sottolinea come la situazione di Sorano sia «molto spiacevole» ma possa essere usata come episodio costruttivo per il futuro: «Le case popolari sono fatte e assegnate a famiglie in stato di difficoltà economica e ne va tenuto conto. Sono convinto che nella prossima programmazione la Regione avrà attenzione anche agli aspetti che riguardano le spese per il riscaldamento».
Sulla stessa linea è anche Stefanelli. «Le case sono state consegnate di recente ma progettate nel 2001, quando il pellet, che alcune famiglie chiedono, neanche c’era. Come Epg, comunque, rispondiamo alla Regione e la Regione prevede che le case popolari siano scaldate con i metodi vigenti nei territori dove vengono costruite: a Sorano non c’è il metano, c’è il gpl e così sono state progettate».
I costi per le famiglie sono, però, effettivamente molto alti. È ipotizzabile accontentarle installando canne fumarie? «Pellet e legna richiedono canne diverse e non è detto che la Soprintendenza approvi. Se la Regione mi garantisce fondi, possiamo anche fare un progetto e vedere se viene approvato. Ma non posso togliere soldi destinati alla ristrutturazione di case per farci i camini a chi un riscaldamento ce l’ha già». (f.b.)
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