Finanza
«Il sindaco tuteli i dipendenti»
Nuova assoluzione in appello per i gazebo, la Uil chiede il patrocinio legale
GROSSETO. Ancora una volta in appello è stata riformata una sentenza del tribunale di Grosseto sul caso dei gazebo. E tre dipendenti sono stati assolti in merito al controllo della legittimità delle opere realizzate a titolo autorizzatorio per la realizzazione del gazebo del “Jack Caffè”, perché “il fatto non costituisce reato”. Ora la Uil funzione pubblica torna a chiedere al Comune che prenda il patrocinio legale di propri dipendenti. «Questa ennesima riforma delle sentenze emesse dal tribunale di Grosseto, può rappresentare la parola definitiva sulla smobilitazione dell’impianto accusatorio con cui la magistratura grossetana ha costituito i presupposti per arrivare alle sentenze sui gazebo. Ma non è questo il punto. Il patrocinio del comune dovrebbe (o meglio “doveva ”) essere riconosciuto “ex ante”,ma il Comune di Grosseto non ha mai fatto niente di tutto questo».
«Eppure i dipendenti comunali hanno ottemperato a un regolamento edilizio, deliberato dal consiglio comunale, con tanto di parere di legittimità amministrativa e tecnica da parte degli organi preposti. Non sono stati perseguiti gli organi che hanno deliberato il regolamento comunale sui “gazebo” ed apposto i visti di regolarità amministrativa e contabile. Sono stati condannati solo i dipendenti, che se non avessero eseguito il disposto del regolamento edilizio, avrebbero potuto essere perseguiti dal punto di vista disciplinare. La Corte di Appello, ha riconosciuto le motivazioni addotte dai ricorrenti (i dipendenti) asserendo che “non vi è quindi prova che i tre imputati fossero consapevoli delle illegittimità della norma del regolamento edilizio comunale, che consentiva l’installazione del manufatto qui contestato mediante Dia, così da dovere rifiutare di applicarla, risultando evidente che essi hanno in buona fede ritenuto che essa fosse del tutto legittima». Così la Uilfp «Ritiene che il Comune debba assegnare “ex post” il patrocinio ai 3 dipendenti ed a tutti quelli in condizione di una riforma della sentenza del tribunale, da parte della magistratura di appello, dimostrando così di essere vicini ed apprezzare concretamente i propri dipendenti, e non solo a parole».
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