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stella, top manager a santa fiora

«Dall’Amiata vi racconto la “mia” La 7 e Bernabè»

 «Dall’Amiata vi racconto la “mia” La 7 e Bernabè»

SANTA FIORA. «La partita va giocata solo avendo la possibilità di vincere». È il motto di Giovanni Stella, il noto manager (Eni, La7...) invitato nella terra dove ha radici familiari dal sindaco di...

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SANTA FIORA. «La partita va giocata solo avendo la possibilità di vincere». È il motto di Giovanni Stella, il noto manager (Eni, La7...) invitato nella terra dove ha radici familiari dal sindaco di Santa Fiora, Renzo Verdi, il 29 dicembre. Una personalità notissima che, fra l’altro, si porta dietro la fama di spietato decimatore di teste in molti dei ruoli ricoperti in 40 anni di carriera, per la maggior parte a fianco di Franco Barnabè.

Una visita privatissima, quella di Stella, che Verdi ha accompagnato in un tour, mentre Stella ricordava la mamma, Albina Romei.

Giovanni Stella, che ha accettato di buon grado di parlare col Tirreno, è nato ad Orvieto nel 1948 e confessa di aver ereditato proprio dalla mamma la forza e la determinazione tipica del montanaro che connotano il suo carattere. Qualità che nel corso di una carriera «non programmata, ma affidata anche a occasioni fortuite» che è riuscito a cogliere come «occasioni machiavelliche», gli hanno permesso di affrontare e non rifiutare le sfide anche quelle più ardue.

La sua lunga carriera inizia nel 1974 all’Eni dove entra come amministratore per diventare poi dirigente. Poi il ciclone di Manipulite e la decisione, con Bernabè, di collaborare con la procura; il passaggio a Eni Chem, con il compito del risanamento, la chiusura di stabilimenti improduttivi, i licenziamenti. «Mica si fanno a cuor leggero queste cose – dice a denti stretti – ma si licenziano 3mila persone per salvarne 30mila».

Nel 1999 Bernabè è chiamato da Agnelli e D’Alema a guidare Telecom. «E mi portò con sé come assistente», racconta Stella. Nel 2006 Bernabè torna a Telecom: «Non lo volevo seguire, questa volta– racconta – poi mi propose di dirigere La 7. Esitazione da parte mia, che alla fine accettai interpretando con equilibrio e buon senso la mission di ridimensionare le perdite. Dopo 5 anni il risanamento era fatto grazie a un lavoro di squadra eccellente, in cui io facevo il cocchiere e la squadra i cavalli. Un miracolo. Una trasformazione profonda step by step, e personaggi come Gruber, Crozza, Santoro».

E a questo punto, negli occhi di Stella, il balenio di un momento amaro: la vendita di La 7: «Era follia vendere proprio ora. Ma in questo lavoro ci si fanno tanti nemici. Può darsi e dico può darsi, che ci sia stato lo zampino di qualcuno nel fatto che Telecom abbia voluto vendere La 7. Da qui il mio dissidio con Bernabè. Ma un dissidio su una cosa, su questa cosa. Due visioni diverse su un problema. Che non ha incrinato un’amicizia ventennale». Oggi Stella ha una società di consulenza per imprenditori e manager.

Fiora Bonelli

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