Il Tirreno

Grosseto

«Ballerai la breakdance tra le stelle»

di Francesca Gori
«Ballerai la breakdance tra le stelle»

Centinaia di ragazzi all’obitorio per salutare Kefra: giovedì la salma di Stefano Bralia sarà cremata a Livorno

4 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Seduta su una sedia dell’obitorio, dietro la porta chiusa dove Stefano non può sentirla, con un occhio tumefatto che non si apre, Betty ieri è voluta essere lì, accanto al suo fidanzato che fino al giorno prima rideva e parlava con lei. Erano in auto insieme, quando la Toyota Yaris ha preso una traiettoria differente da quella che avrebbe dovuto seguire andando a schiantarsi contro un pero. Betty Salemme ha solo 19 anni e ieri, in quella sala dove la vita non entra se non piangere chi ormai non c’è più, sembrava ancora più piccola di quello che è.

Fin dal mattino il via vai di amici e conoscenti di Stefano Bralia, il ventottenne morto nel terribile schianto di domenica pomeriggio sulla Strada dei Laghi è stato incessante. Tanti amici, tanti ragazzi sono andati a salutarlo. La camera ardente è stata aperta ieri pomeriggio e il nuovo anno arriverà, per la famiglia e per gli amici di Stefano, senza poter vedere quegli occhi sorridenti e quello sguardo dolce che sottolineavano il suo volto. Poi, giovedì mattina, lo accompagneranno al crematorio di Livorno. Non ci sarà cerimonia per salutare Stefano, ma soltanto il ricordo che resterà nel cuore di tutte le persone che hanno incrociato il suo cammino in città. Ady Franchi, quel ragazzino secco allampanato lo ha tenuto in casa fin da piccino. «Era amico di mio figlio Claudio - ricorda tra le lacrime - veniva sempre a giocare a casa nostra e si nascondeva per non farsi trovare. Certe volte non mi accorgevo nemmeno io che Stefano era entrato». Un’amicizia vera, schietta, com’è quella tra ragazzi. Ma anche tra famiglie, abituate a crescere insieme i loro figli, in una sorta di mutuo soccorso che faceva tanto grande famiglia. A Grosseto, almeno, usava così. «Finché mio figlio non è andato all’università - dice Ady - sono sempre stati insieme». E per una mamma, incrociare gli occhi di un’altra mamma che ha appena perso un figlio, è come morire un po’ insieme a lei. «Facevamo delle grandi tavolate in giardino, la sera - ricorda - i bambini giocavano e ai fornelli c’era sempre Fiorenzo, il babbo di Stefano». Lui, una volta andato in pensione come ferroviere, aveva creato quel ristorante a Poggio Cavallo dove Stefano lavorava come pizzaiolo. Aveva seguito un corso e il suo lavoro gli piaceva. C’erano gli amici, poi, che spesso andavano fino alla tenuta di Grancia, dove Kefra lavorava. Si fermavano a mangiare e a fare due chiacchiere. Fiorenzo Bralia ha trasmesso la passione per la cucina anche ai suoi figli, a Stefano e Rossella, e aveva contagiato anche Laura, la moglie farmacista, che oltre ad indossare il camice ha cresciuto i suoi due figli.

Era tenero, Stefano. Di quella tenerezza che fa breccia nei cuori. Lo era fin da bambino, quando entrava in casa di Ady e prendeva il gelato nel frigorifero, lo era quando è cresciuto e con gli altri ragazzi si ritrovava davanti alla Standa, sotto al piazzale Cosimini per ballare la breakdance. Una passione, quella di Stefano per il ballo e per la musica che i suoi amici hanno voluto sottolineare anche sulle loro bacheche di facebook. «Non ci posso ancora credere – scrive Federico - se mi fermo a pensare mi sembra passato così poco tempo,quante volte insieme alla Standa, quante volte a condividere una passione ogni singola persona resterà per sempre nei miei ricordi siete tutti parte di me ...ciao Stefano». Mantenere in vita Stefano, almeno da un’altra parte. «Muoveremo ancora passi insieme - dice un altro amico - questa volta tra gli astri». «Sto pensando a questa vita - scrive Fabio - così veloce così infinita. Dove gli amici se ne vanno e lasciano un ricordo dentro di noi, per non morire mai».

Le rime inventate, scritte, lasciate sulle bacheche del social network come se Stefano potesse leggerle. Per gli amici del ragazzo e per chi conosceva bene la sua famiglia, la risposta al perché di questa morte è impossibile da trovare.

Ieri, il medico legale ha effettuato l’ispezione cadaverica sul corpo di Stefano. Poi è arrivato il nullaosta del magistrato e la decisione che la salma del ventottenne sarà cremata giovedì. L’addio a Kefra arriverà con l’anno nuovo. Un anno che si apre nel segno di un lutto che ha già cambiato la vita a centinaia di persone che ieri hanno iniziato un via vai incessante per vedere ancora il loro Stefano.

@francegori

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa