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Ucciso da un infarto a 64 anni nella macchia a Boccheggiano

Ucciso da un infarto a 64 anni nella macchia a Boccheggiano

MONTIERI. Si era presentato puntuale, ieri mattina, all’appuntamento con i suoi compagni di caccia. Doppietta in pugno, Francesco Montomoli era arrivato a Boccheggiano, nel regno della sua squadra...

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MONTIERI. Si era presentato puntuale, ieri mattina, all’appuntamento con i suoi compagni di caccia. Doppietta in pugno, Francesco Montomoli era arrivato a Boccheggiano, nel regno della sua squadra fatta di amici e di pacche sulle spalle, di persone conosciute da anni e frequentate anche oltre quella passione comune. La mattinata era cominciata bene. Senza un lamento, senza alcun problema. Poi la squadra ha deciso di cambiare zona e Francesco è salito sulla sua auto. Non ha fatto in tempo nemmeno a girare la chiave nel cruscotto della sua auto. Si è accasciato ed è morto, riverso sul volante. Lo ha trovato così il cognato che ha dato subito l’allarme e ha fatto arrivare in pochissimo tempo i soccorritori del 118. Hanno tentato di rianimarlo per lunghi minuti, ma non c’è stato niente da fare. Montomoli, 64 anni, è morto così. Oggi avrebbe festeggiato gli anni con sua moglie e con gli amici di sempre, con le persone che a Prata si fermavano a parlare con lui. Aveva problemi di cuore, Francesco. Gli stessi che avevano ucciso prima di lui il padre e il fratello, morti entrambi senza diventare vecchi. Esattamente come l’ex dipendente della cancelleria di Prata che ora si stava godendo la pensione, tra i lavoretti fatti in casa per passare il tempo e la squadra di caccia che era diventata quasi una seconda famiglia. La voce rotta dal pianto di Enzo Mori, presidente dell’Atc, vale più di tante parole. «Qui a caccia al cinghiale ci andiamo per stare in compagnia più che per sparare - dice - e anche ieri sarebbe dovuta essere una giornata di festa. Quando abbiamo capito cosa era appena successo, siamo rimasti tutti senza fiato».

La salma di Francesco è stata portata all’obitorio del Sant’Andrea di Massa Marittima e i funerali non si svolgeranno probabilmente prima di domani. A Boccheggiano sono intervenuti anche i carabinieri della stazione di Montieri. C’era poco da ricostruire, però. C’era soltanto un uomo perbene, una persona che a Prata conoscevano tutti e al quale tutti volevano bene. «Era un uomo straordinario - aggiunge Mori - che parlava con tutti e che aveva sempre una buona parola per gli altri. Era un uomo perbene che non sapeva cosa fosse l’invidia e soprattutto che non aveva mai avuto a che ridire con nessuno». Le parole dei compagni di squadra raccontano solo una parte di quello che era Francesco Montomoli. Solare, sempre pronto a scherzare a dare una mano agli altri. Ieri, la battuta di caccia è stata sospesa. E difficilmente i suoi compagni imbracceranno di nuovo il fucile nei prossimi giorni.

Francesca Gori

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