Sicurezza
Landi: «Il consiglio sulla fusione si farà»
Il sindaco scrive una lettera alla Prefettura dopo la richiesta ufficiale della minoranza che aveva disertato l’assise
ARCIDOSSO. Il sindaco di Arcidosso Emilio Landi, alla fine, sebbene obtorto collo, convocherà il consiglio per riparlare di referendum pro fusione, dopo la richiesta ufficiale della minoranza (che aveva disertato un apposito precedente consiglio) e la segnalazione di quest’ultima al prefetto di Grosseto.
E intanto l’assessore Massimo Feri che era stato indicato dai sostenitori della fusione come una nuova new entry fra i caldeggiatori della fusione, smentisce categoricamente. Il sindaco Landi, dunque, scrive una lettera al prefetto e al capogruppo di minoranza Nannetti concludendo che «non è intenzione del Sindaco calpestare i diritti delle minoranze nè esercitare soprusi su chicchessia ma invece quella di difendere con fermezza i principi della democrazia e del rispetto delle decisioni assunte. Quindi dove non è possibile applicare la forza della ragione, sarà applicata la forza dei numeri. Pertanto voglio rassicurare codesta Prefettura che quanto prima possibile sarà convocato il consiglio comunale per esercitare ognuno la propria parte».
Landi, insomma, fa capire che il prossimo consiglio potrebbe essere un doppione del precedente, nel quale i numeri contro il referendum erano sfavorevoli a chi vorrebbe aprire le urne referendarie. Ma, soprattutto, Landi riferisce alla prefettura, la “dolorosa istoria” della fusione e racconta: «Il 1° novembre la minoranza chiede di portare in discussione al consiglio l’adesione alla proposta di fusione (avanzata dal Consigliere Regionale Gambetta Vianna) tra i comuni di Arcidosso-Casteldelpiano-Seggiano-Santafiora - spiega - Tale argomento (anche se in quel caso la fusione riguardava Arcidosso e Casteldelpiano) era già stato portato in discussione al consiglio comunale di Arcidosso nel mese di Giugno 2013 ed era stato respinto in quanto esiste un processo di “Unione” tra gli 8 comuni dell’Amiata Grossetana oramai ad uno stadio molto avanzato. Tuttavia nonostante che il consiglio comunale (ma anche quello Regionale) si fosse già espresso negativamente, il punto richiesto è stato inserito all’ordine del giorno del Consiglio comunale fissato per il 20 novembre». Il consiglio, fa notare Landi, è stato quindi convocato con la procedura “straordinaria e di urgenza” per la data del 20 novembre, con lettera di convocazione datata 16 novembre e consegnata ai consiglieri il giorno 18 Novembre. Quindi la consegna è avvenuta con largo anticipo rispetto alle 24 ore di preavviso previste per l’urgenza. Per questo Landi definisce l’obiezione di tempo troppo stretto avanzata dalla minoranza come «assolutamente pretestuosa e strumentale». Landi ricorda, poi, che a quel consiglio da lei stessa richiesto e che si è regolarmente svolto, «parte della minoranza ha scelto provocatoriamente la forma di non presentarsi, per poi richiedere il 27 novembre un’ ulteriore convocazione per discutere sui motivi dell’urgenza».
Landi rivendica, dunque la giustezza di un comportamento che non ha prevaricato la minoranza ma tutelato, invece, la maggioranza” e fa un duro affondo contro «le scaramucce e le furbate innescate da colui al quale i nostri concittadini hanno chiuso ripetutamente in faccia la porta del consiglio, ma a cui qualcuno della minoranza sta offrendo il fianco». Intanto anche l’assessore Massimo Feri, smentisce categoricamente le affermazioni di chi sostiene una sua “conversione” alla fusione: «Niente di più falso, afferma. Ho solo detto che se la regione Toscana vorrà fare un referendum faccia pure. Io certo non lo impedirò. Ma neppure sarò io a votare per fare un referendum. Abbiamo in corso il progetto dell’Unione e vediamo dove ci porta questa esperienza. Smentisco, dunque, categoricamente di essermi convertito».
Quindi non c’è nulla di cambiato e il prossimo consiglio ancora da indire, pare non riserverà sorprese di sorta.
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