Italia
Il menu d’autore è low cost
Tre proposte di altrettanti chef per mettere a tavola 6 persone con soli 100 euro
GROSSETO. Ultimo dell’anno, cenone per 6 commensali a meno di 100 euro: si può fare, basta scegliere i prodotti giusti e seguire qualche dritta.
Anche quest’anno le feste si sono presentate puntuali e non c’è crisi che tenga: la notte di San Silvestro va onorata, magari nella speranza di dare un bel calcio al passato. Noi, tre proposte di menu da fare a casa le mettiamo sul piatto. Per ognuna di queste offriamo la ricetta di una singola portata concessa da uno chef locale. Tutto a costo ridotto. Tutto da leccarsi le dita. L’abbuffata “low cost”, come direbbe qualche amante dell’inglese, è servita.
Antonio. Carne, pesce e un pizzico di creatività: non manca nulla nel menu proposto da Antonio Giomelli, chef del ristorante Il Querciolo. Il locale quest’anno ha messo in programma una ricca cena a base di carne e pesce, come sempre prediligendo la filiera corta. Ma per chi non vuole (o non può permettersi) il ristorante c’è una valida alternativa. «Ai lettori del Tirreno offro un’idea gustosa ed economica. Un banchetto da fare a casa. Partiamo con dei crostini con crema di lenticchie e zampone, un cestino di formaggio con cocktail di gamberi e insalata di cavolfiore e pecorino toscano con marmellata di pomodorini. Come primi piatti posso consigliare degli gnocchi speck e crema di zucca mantecati al pecorino toscano e dei ravioli di pesce con salsa di salmone». Il secondo piatto? Giomelli punta sull’intramontabile tacchino ripieno e l’elaborato filetto di spigola in crosta di patate. Infine, chi ha le mandibole ben allenate e ancora non è sazio può gustare uno sfizioso «spiedino di panettone con frutta candita ricoperta di fonduta di cioccolato bianco». Da bere, «con un Morellino Roggiano o un Vermentino si va sul sicuro».
Salvatore e Franco. Ecco un menu dal carattere meridionale. Lo propongono due maestri della cucina, Salvatore e Franco Regano del ristorante De Gustibus (Braccagni). Il locale, anche il 31 dicembre, sarà aperto con cena alla carta e pizza. Per i lettori del Tirreno che festeggiano a casa tra amici o parenti, gli chef suggeriscono un cenone semplice e genuino. «Come antipasti cozze ripiene alla barese, da servire calde e condire con parmigiano, latte, pan grattato, uova, sale e pepe. Il tutto su di un letto di pomodoro. Poi sarde alla beccafico (condite con formaggio, aglio, capperi e pinoli, ndc) e insalata di broccoli, baccalà e olive nere». Per i primi, ancora una volta trionfano gli gnocchi: «Alla parigina, con julienne di verdure e scaglie di parmigiano». La seconda portata? Uno squisito «salmone tiepido con farcitura agli spinaci e pomodorini gratin. Per finire non possono certo mancare panettone, frutta secca e mandarini». Tutta la cena accompagnata da un bel prosecco, brindisi con «spumante e lenticchie» che portano soldi. E di questi tempi...
Moreno. L’ultima proposta spetta allo chef de L’Uva e il Malto, Moreno Cardone. Quest’anno per il suo locale propone un menu di San Silvestro a base di pesce. Per chi il cenone lo farà a casa ecco una succulenta alternativa. Il costo? Anche in questo caso meno di 100 euro per sei. «Anzitutto crostino con passatina di cannellini e cozze. Un risotto al filetto di sgombro e dei paccheri gratinati con muggine di Castiglione della Pescaia. Per i secondi consiglio ai lettori due bontà del mare: trance di pesce bandiera arrosto con noci e nocciole e medaglione di spinarolo in crema di porri». La delizia finale è il dolce, dei “Baci di ricotta con passatina di ribes”. Il menu può essere arricchito da un buon bicchiere di Vermentino o Pinot nero.
Colore a tavola. “Si mangia prima con gli occhi” sussurra un vecchio detto. Ecco dunque qualche dritta per abbellire la propria tavolata di San Silvestro: per Antonio «non può mancare la frutta secca, una stella di Natale e del vischio»; Salvatore e Franco invece puntano su di un accessorio dal gusto retrò: «Un bel sottopiatto con della stagnola, un po’ di alloro, granturco e qualche grappolo di uva fresca»; anche Moreno punta sull’uva, «ma quel che proprio non deve mancare è il sorriso. Oggi, più che mai, ce n’è bisogno».
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