Sicurezza
«Grosseto Sviluppo i soldi non li ha»
Il presidente della società risponde al sindaco: «Con i pochi affitti copriamo solo la gestione. Ma saremo ancora utili»
GROSSETO. Il presidente Daniele Angiolini non ci sta. Le parole del sindaco Emilio Bonifazi su Grosseto Sviluppo (vedi a lato) nel corso della conferenza stampa di fine anno le considera quantomeno ingenerose. Anche se la società, nata con l’intento di fare da incubatore d’imprese, non sta certo attraversando il suo periodo migliore.
«La crisi in atto è un problema anche per noi – ci spiega il presidente di Grosseto Sviluppo –, ma dire che abbiamo dodici milioni di euro a disposizione è falso. In realtà abbiamo i tre immobili a Grosseto, Scarlino e Valpiana che fungono da incubatori e che valgono questa cifra e abbiamo una patrimonializzazione solida, ma anche un fardello di interessi passivi (circa 600mila euro, ndr) che ci portiamo dietro da anni. Insomma, non abbiamo liquidità e gli affitti che incassiamo riescono appena a coprire la gestione».
Grosseto Sviluppo nacque anni fa quando il ministero mise a disposizione i soldi per creare gli incubatori d’imprese, in sostanza immobili attrezzati con tutti i servizi dove accogliere, a costi modici, gli uffici di imprese appena nate. I soldi, però, arrivarono con notevole ritardo da Roma e, in quel periodo, furono accumulati gli interessi passivi. Adesso la società funziona non a pieno regime e i conti fanno fatica a tornare.
«Il progetto doveva funzionare con tutti gli spazi occupati (sono in tutto 58, ndr), ma in realtà siamo sotto al 50%, Va un po’ meglio a Scarlino e a Valpiana, non a Grosseto. È chiaro che non avendo gli affitti previsti non possiamo fare molto di più di quello che stiamo facendo. Per tenere la gestione in equilibrio il personale è ridotto all’osso: in questo momento Grosseto Sviluppo ha un dipendente a tempo pieno e uno part time e basta. E questi due portano avanti tutta la gestione. È chiaro che non possono fare anche quello che era previsto in un primo tempo: seguire le aziende, il loro business plan, fare un monitoraggio, dare servizi. Al momento noi diamo solo un supporto logistico: gli spazi, il riscaldamento, le reti, la luce. Non è moltissimo, ma non è neppure nulla».
Anche l’ultimo progetto, che scade con il 31 di questo mese, non ha dato risultati. Si chiama “diamo alle giovani imprese un’opportunità per il futuro” ed era stato pensato da Grosseto Sviluppo, associazioni di categoria del territorio e Camera di commercio, con l’intento di privilegiare le aziende con titolari di meno di 40 anni, con titolari donne o con carattere particolarmente innovativo.
«Non abbiamo avuto neppure una richiesta – spiega Angiolini –. Eppure le condizioni di affitto dei locali erano buonissime. Però il momento è questo, non c’è la voglia di rischiare. Ma sono convinto che Grosseto Sviluppo, quando la crisi inizierà a passare, sarà ancora uno strumento importante». Le quote della società sono in mano a Camera di Commercio, Assindustria Grosseto, Mps, Fidi Toscana e, con quote residuali, Comune e Provincia. «Non hanno ricapitalizzato e hanno piccole quote. Il Comune le proprie le ha anche messe in vendita».
Certo che, altrove, per esempio a Navacchio, vicino a Pisa, l’incubatore d’imprese funziona. Lì è nato un polo tecnologico con grandi realtà all’interno. «Vero, lo seguiamo da vicino. È una realtà molto buona. Ma loro hanno finanziamenti regionali che noi non abbiamo. È diverso».
@guifiorini
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