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Grosseto

l’odissea di un alluvionato

«Burocrazia disumana» Il calvario dei rimborsi

«Burocrazia disumana» Il calvario dei rimborsi

ALBINIA. Prima il dramma dell’alluvione, ora l’odissea per ottenere i rimborsi e tanta rabbia. Se ti sei fatto i lavori in economia da solo perché non avevi soldi, non riceverai un quattrino. La...

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ALBINIA. Prima il dramma dell’alluvione, ora l’odissea per ottenere i rimborsi e tanta rabbia. Se ti sei fatto i lavori in economia da solo perché non avevi soldi, non riceverai un quattrino.

La storia esemplare (una come tante), raccontata dal consigliere provinciale Anna Maria Carbone, è quella di Enrico Martinelli, residente in località Piano Grande, che ha ricevuto dal Comune di Orbetello una comunicazione per “importo ammesso a contributo per beni mobili (auto alluvionata)”. Il suo danno è stato valutato in 3.100 euro, il rimborso ammesso 922,70 euro, che sarà liquidato solo se si potrà dimostrare con fattura (3 copie in marca da bollo, per un totale di euro 42,00) di aver speso realmente “il danno ammissibile”, cioè 3.100. Per ottenere questo rimborso parziale, Martinelli prende mezza giornata di permesso dal lavoro. Va a Orbetello, in via Stebb, come indicato nella lettera, e dopo vane ricerche gli viene detto che c’è stato un errore di comunicazione. L’ufficio è nel palazzo comunale, dove lui alla fine trova il fantomatico ufficio. Dopo un caos sui moduli, lui chiede di parlare con sindaco e assessori ma è impossibile; l’impiegata non vuole prendersi responsabilità. Insomma, un caos. Due giorni dopo, Martinelli riceve una comunicazione anche sul contributo per la casa sommersa da oltre due metri di acqua: danno ammissibile euro 24.000, rimborso 9.600. La trafila si ripete: via Stebb, fatture in tre copie con marca da bollo, gentile impiegata che non può assumere decisioni che non le competono etc. Lui si ingegna con calce e mattoni, fili elettrici e interruttori, rubinetti e tubature. Insomma, dice la Carbone, «si fa tutto da solo: lavori in economia». E per questo - è la beffa - «non riceverà nulla, pur esistendo una perizia dei tecnici comunali che gli riconosce e quantifica il danno subito. Tutto questo mi sembra inaccettabile per una comunità che ha subito un danno materiale e umano pesante. Ho verificato che il Dpgr 24/R 2008 della Regione è stato pedissequamente applicato dall’amministrazione comunale di Orbetello, creando situazioni assurde come rimborsi ammessi di 45 euro a fronte di spese di marche da bollo di 42, tanto che, molti dei diretti interessati stanno valutando di non presentare nemmeno domanda per il rimborso poiché lo ritengono inutile e beffardo. Molti sono convinti che sarebbe stato meglio fissare una soglia minima al di sotto della quale non erogare rimborsi». Come consigliere provinciale, la Carbone si rivolge alle istituzioni: Commissario del Dipartimento di Protezione Civile, Regione, Provincia, Comune, «affinché possa essere rivisto quanto deciso con determinazione della giunta di Orbetello del 27 novembre 2013, e si possano scegliere criteri di assegnazione di rimborsi meno vincolati da un’intransigente, cupa e disumana burocrazia. Non voglio credere che, tra le maglie della legge, non si possano trovare modalità meno pesanti per i cittadini; che un dirigente applichi pedissequamente una legge senza che la giunta ne valuti le conseguenze; che una giunta non abbia valutato la possibilità di un parere legale per snellire le norme (eliminare le marche da bollo?), o non abbia considerato la possibilità di gestire i rimborsi attraverso il metodo (usato dalle compagnie assicurative) di una perizia asseverata. Non posso pensare che una giunta lasci da solo con i propri drammi, il signor Enrico, e tanti come lui». (el.gi)

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