Proteste
Un altro predatore ucciso e abbandonato in piazza
Scansano, a Santo Stefano macabro ritrovamento della carcassa vicino al teatro Quinto episodio in un mese in provincia. Incerte le cause della morte e la specie
SCANSANO. Ancora un predatore morto, forse soffocato, esposto nella piazza di Scansano, fra il teatro Castagnoli e il bar le Cascine, in pieno centro cittadino. Ennesimo macabro spettacolo che ha tutta l’aria di una denuncia-provocazione, una “giustizia” sommaria in una situazione, quella delle aggressioni alle greggi da parte di incroci tra cani e lupi, che sta diventando esplosiva.
Dal 2 novembre ad oggi, infatti, ben cinque carcasse di predatori sono state fatte ritrovare sulle piazze o lungo le strade di paesi vocati all’allevamento: un ibrido in località Grancia, due lungo la strada Saturnia-Semproniano, un lupo in purezza sul ciglio di una strada appena fuori Roselle. Troppo per parlare di casualità, abbastanza per parlare di abbattimenti mirati.
L’ultimo ritrovamento, dunque, è avvenuto nella primissima mattina del 26 dicembre, verso le 6.30-7 al Parco delle Cascine, davanti al teatro Castagnoli e a neanche cento metri dal municipio. Il predatore, un esemplare maschio, tutto bagnato, all’apparenza senza ferite evidenti, è stato adocchiato dagli spazzini della Scansano Servizi che hanno chiamato i vigili urbani che, a loro volta, hanno allertato la Forestale in Provincia.
Nell’attesa la carcassa è stata notata dai gestori del bar Le Cascine. «All’inizio non c’avevamo nemmeno fatto caso – spiega Miria Marcucci – perché era lì da una parte. Poi gli spazzini sono venuti a dirci che c’era un lupo morto».
La carcassa è stata raccolta dalla polizia provinciale che l’ha consegnata al Crasm, il Centro recupero animali selvatici della Maremma, di Semproniano. Il responsabile, Marco Aloisi, l’ha congelata e spedita all’Istituto zooprofilattico che eseguirà l’esame del dna per capire se si tratta di un lupo in purezza. «A giudicare dal colore – spiega però il comandante della Municipale – non parrebbe essere un lupo».
Ancora da accertare la causa della morte, anche se gli occhi sbarrati e quasi fuori dalle orbite, la lingua fuori dalla bocca, sembrano tutti segni di un ipotizzabile strangolamento. «Non ho avuto modo di ispezionare l’animale morto – spiega il direttore Aloisi – perché subito dopo che la polizia provinciale l’ha depositato qui al centro, la carcassa è stata immediatamente congelata e subito dopo mandata all’Istituto zooprofilattico». Le indagini sono affidate alla Municipale.
Il sindaco di Scansano, Sabrina Cavezzini, sottolineando che «comunque questo è un gesto che espone a responsabilità precise chi l’ha eseguito», riconosce amaramente che «a Scansano, terra di allevatori che sono un patrimonio prezioso per l’economia e il tessuto sociale, non è la prima volta che capita questo. Almeno altre due volte in passato erano stati trovati e lasciati lì a bella posta, animali predatori uccisi. Sappiamo bene tutta la drammaticità della questione, che i predatori sono tantissimi, che i tempi della politica da cui gli allevatori attendono risposte non sono così immediati come la situazione richiederebbe. Noi siamo con gli allevatori, ma dispiacciono fatti così con cui nulla si risolve».
Il Comune ha sposato il progetto Ibriwolf e Medwolf «che – spiega Cavezzini – dovrebbero alleggerire aggressioni e attacchi, ma sappiamo che non basta».
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