Il dolore
Ruba in permesso dal carcere
Al rientro in cella gli trovano i giubbotti portati via durante il colpo
MASSA MARITTIMA. Marcello Verdiani, 50 anni, suveretano di nascita e campigliese d’adozione, è di nuovo nei guai. Anche se in realtà la sua situazione non cambia di molto, visto che l’ennesima ordinanza di custodia cautelare gli è stata notificata in carcere, a Massa Marittima, dove sta scontando una pena per un cumulo di reati, condanne diventate definitive in una carriera criminale ultraventennale.
Stavolta si è trattato di un furto, commesso mentre a Campiglia usufruiva di un permesso di pochi giorni per la sua buona condotta in carcere. Dalle indagini dei carabinieri infatti è emerso che l’uomo, lo scorso 9 novembre, dopo aver forzato una finestra in una casa di Suvereto, aveva rubato monili in oro, numerose bottiglie di vino e di liquore, oltre ad alcuni capi di abbigliamento griffati.
I sospetti che subito erano maturati nei suoi confronti sono diventati certezza quando i carabinieri di Suvereto hanno accertato che Verdiani, al suo rientro in carcere, aveva con sé numerosi giubbotti. Circostanza anomala, per il numero di capi di abbigliamento del tutto sproporzionato alle esigenze di un detenuto. Il proprietario ha poi riconosciuto gli indumenti, mentre i carabinieri hanno trovato nell’abitazione campigliese, altri oggetti rubati nella casa di Suvereto. Così i carabinieri in questi giorni gli hanno consegnato in carcere la nuova ordinanza di custodia cautelare.
Verdiani, considerato il braccio destro di Michelangelo Fedele nell’organizzazione che secondo la procura di Livorno si occupava nella provincia di usura, furti, rapine, riciclaggio, estorsioni, dopo l’arresto nel 1994 uscì assolto da un primo processo nel 1998, ma tornò in carcere con le stesse accuse, insieme a 57 persone, nel 2005 in quella che venne definita “Operazione Toro”. Vicenda che ancora deve concludersi dal punto di vista giudiziario.
In questi 20 anni però non si è fatto mancare nulla, con una sfilza di reati che gli sono valsi la dichiarazione di «delinquente abituale», fino alla decisione di un giudice, a Grosseto nel corso di uno dei tanti processi per furto, di aggiungere alla condanna anche due anni da trascorrere in una colonia agricola.(cloz)
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