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Nuova aggressione a Preselle: «Politici, dimettetevi»

Nuova aggressione a Preselle: «Politici, dimettetevi»

SCANSANO. Il predatore, che ormai sembra avere preso residenza stanziale a Scansano, torna a colpire a mezzogiorno. Franco Mattei, l’allevatore di Preselle di Scansano che nei giorni scorsi ha subito...

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SCANSANO. Il predatore, che ormai sembra avere preso residenza stanziale a Scansano, torna a colpire a mezzogiorno. Franco Mattei, l’allevatore di Preselle di Scansano che nei giorni scorsi ha subito due aggressioni ravvicinate al suo gregge, per Santo Stefano ha visto, per la terza volta in tredici giorni, sbranare due pecore in due greggi diverse che fa pascolare nei 35 ettari di terra che possiede.

Come ormai è consueto, il predatore è arrivato in pieno giorno, fra le 12 e le 15, e ha fatto razzia: «Mi ha avvertito un vicino – racconta Mattei – e ora voglio dire un paio di cosette. Intanto che questo predatore mi sta togliendo il posto di lavoro che mi sono costruito con fatica e sudore. Che questa Provincia, distretto rurale d’Europa, non garantisce la possibilità di fare agricoltura. Che non sono in grado, con le poche risorse che mi restano, di alzare una rete di due metri a recingere 35 ettari di pascolo, come la rete usata dalle forze armate. Che questa nuova aggressione è un ennesimo schiaffo morale a me, ai miei beni, ma soprattutto a un territorio che sta morendo».

Mattei mette in chiaro anche che la dilapidazione del territorio si consuma sulla scomparsa non solo di pecore ma anche dei piccoli animali che fanno parte della fauna maremmana: «Scompaiono, vittime dei predatori – dice Mattei –, lepri, fagiani e tutti quelli che fanno parte di un ecosistema prezioso».

Mattei si rammarica del fatto che le istituzioni non ascoltino la gente che in queste terre vive e che sarà costretta all’abbandono dei poderi e degli allevamenti: «Faremo la fine dei groenlandesi – dice – che sono scomparsi come popolo perché l’unica loro alimentazione era costituita da foche e balene. Associazioni cosiddette ambientaliste tanto hanno fatto che sono riuscite a rendere impossibile questa cosa per tagliare le gambe ai cacciatori di pellicce. Col risultato che il cibo per gli abitanti di terre dove è impossibile qualsiasi coltivazione è venuto meno, gli abitanti sono scomparsi e quella popolazione si è estinta, mentre i cacciatori di pellicce continuano, come tutti sappiamo, la loro attività. Ecco, noi faremo la fine dei groenlandesi».

Mattei parla di «scempio» e «carneficina delle nostre sostanze», per il quale stigmatizza «il fallimento delle iniziative dei nostri politici di cui chiedo le dimissioni». (f.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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