Sicurezza
Litigano per il posto sul marciapiede
Botte alla collega prostituta che si era lamentata la sera prima perché guadagnava meno di loro
GROSSETO. Separata, cinquantunenne, per superare un momento di difficoltà ha deciso di farsi forza e scendere per strada a prostituirsi. Senza prevedere che la strada, spesso, ha le proprie regole e che se non vengono rispettate, può anche andare a finire male. La donna, arrivata in città dal sud, non aveva fatto i conti con una collega di ventidue anni più giovane che, per allontanarla da quello spicchio di strada, l’ha picchiata fino a mandarla all’ospedale. Siamo in via Treento, all’angolo con piazza Brennero quando la donna, una sera di marzo di tre anni fa, si presenta sul marciapiede, all’appuntamento con i suoi clienti. La serata è fiacca e la donna si avvicina ad altre due prostitute che sono sull’altro lato della strada. «Quella sera abbiamo soltanto parlato del fatto che loro, lavorando in un appartamento in città, guadagnavano molto più di me », ha raccontato la donna ai carabinieri di Alberese, quando è andata a sporgere denuncia. Da quelle parole, era nato un diverbio che si è trasformato in violenza la sera dopo, sempre nella stessa strada. Quella più giovane, avvolta in una tutina attillata rosa si è subito scagliata contro la cinquantaduenne. «Costì non ci puoi stare perché è la nostra zona», ha urlato. La donna però non è rimasta zitta. Ma alla sua reazione, ne è seguita un’altra, ancora più diretta, della bella di notte con la quale stava dividendo il marciapiede. Ana Maria Pinales Perez, 32 anni della Repubblica Dominicana, è stata condannata a tre mesi di reclusione oltre al pagamento delle spese processuali dal giudice Giovanni Puliatti, che ha anche concesso la sospensione della pena e la non menzione.
La donna, infatti, quella sera è riuscita a scaraventare la collega per terra, a salirle a cavalcioni e, una volta sopra, a picchiarla sul volto, sulla testa e sul collo.
Per dividerle era servito l’intervento di tre ragazzi che erano passati con l’auto, per ripartire però subito dopo.
Passati alcuni minuti però, in via Trento si era fermato anche un altro automobilista che aveva visto la donna sanguinare e l’aveva accompagnata al pronto soccorso del Misericordia dove era stata dimessa con una prognosi di cinque giorni.
Francesca Gori
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
