Il Tirreno

Grosseto

Castel del Piano mette in scena il presepe ecumenico

di Fiora Bonelli
Castel del Piano mette in scena il presepe ecumenico

Ben 120 figuranti e 35 ambienti per una Natività corale che unisce l’intero paese e tutte le fedi religiose

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CASTEL DEL PIANO. Il Presepe vivente di Castel del Piano, giunto alla sua ventiduesima edizione, è pronto per essere messo in scena la sera del 28 dicembre a partire dalle 21, con ingresso da porta dell’Orologio in piazza Madonna.

Unico presepe vivente di dimensioni notevoli che viene allestito in Amiata, ma soprattutto unico per la filosofia che lo ispira, quello della multireligiosità e multietnicità. Dentro questo particolarissimo spettacolo, dunque, sono rappresentate, con i loro segni e vessilli, più religioni: la cattolica, l’ebraica, la musulmana, l’ortodossa, il buddismo e la religione dei giurisdavidici di David Lazzaretti.

Le loro insegne, esposte nel tempio della pace allestito nel cuore dello scenario notturno dei vicoli del paese vecchio, stanno a significare il messaggio di pace e di uguaglianza fra tutti i credi religiosi che questo presepe casteldelpianese vuole proporre.

Ma la piccola Betlemme dell’Amiata è singolare anche per altri motivi: gran numero di figuranti (circa centoventi sono quelli che partecipano all’edizione di quest’anno) a dimostrare la coralità della partecipazione comunitaria di un paese che, in questo frangente, si aggrega e si riconosce. E poi, la ricostruzione magistrale degli ambienti, che nel corso tempo sono stati curati fin nei dettagli da Paola Monaci, che ha abbandonato da due anni l’organizzazione ma ha lasciato un’eredità di esperienze preziose. Quindi, rappresentazione dal vivo di storie evangeliche e di antichissimi mestieri, in una ricostruzione fedelissima, tante offerte enogastronomiche storicizzate anch’esse, i singolari spaccati di vita quotidiana e la presenza di animali veri.

Assai difficoltoso mettere in moto una macchina organizzativa in cui in tanti devono contribuire al buon funzionamento della festa: le scene, le musiche, le luci, gli oggetti, gli ambienti, su cui stanno lavorando da giorni gli organizzatori guidati da Marco Petri e coordinati dall’assessore Cinzia Pieraccini.

Nella notte Santa la comunità di Castel del Piano, dunque, si autorappresenta (in questo senso l’ispirazione che ne sta alla base è simile a quella del teatro Povero di Monticchiello) e coralmente accoglie la buona novella, condividendo con persone di altre etnie e di altre religioni il messaggio di pace che viene dalla nascita di Gesù e che scaturisce dai simboli di religioni diverse esposte con quello cattolico, rammentando la necessità di integrazione fra popoli, tolleranza religiosa e rispetto delle reciproche fedi e convinzioni.

Si entra dentro il centro storico e il visitatore è risucchiato indietro nel tempo di 2000 anni. Si arriva alla capanna utilizzando le viuzze, i vicoli e gli slarghi del borgo medievale, in un’atmosfera che ha il sapore di una Betlemme in miniatura.

Quest’anno, il percorso è stato allargato dalle logge, alla piana e alla piazza dell’Arcipretura a chiesa Piccina nei pressi della quale è stata costruita, sotto l’arco, la capanna del Bambinello.

Lungo i 35 ambienti disponibili, soste, locande e spettacoli, possibilità di rifocillarsi con alimenti cucinati sul posto, figuranti e pubblico che interagiscono per far rivivere l’incanto di quella notte speciale. Il visitatore sarà anch’egli l’attore che entrerà nelle taverne, si farà censire, assaggerà il vino delle cantine, si farà largo fra le pecore, darà l’elemosina ai mendicanti e ai lebbrosi, interrogherà i chiromanti, entrerà nella reggia di Erode, e così fino alla capanna, laddove tutto l’itinerario è diretto.

Una notte incantata, insomma, voluta dall’amministrazione comunale con le associazioni che hanno collaborato col Comune: contrade di Borgo, Monumento, Poiggio e Storte, scuola di musica, scuola di ricamo, Avis, centro commerciale naturale, solidarietà senza confini, centro Arrighi, Misericordia. New entry di questa edizione del 2013 è il comitato genitori delle scuole elementari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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