Sicurezza
Corti: «Questo Piano non l’ho scritto io»
Il direttore dell’Ato sud ribatte agli ambientalisti sui rifiuti: «Ho solo partecipato alle riunioni dei portatori di interesse»
GROSSETO. E il Piano si ritrovò di nuovo orfano. Dopo esser stato “scaricato” dall’assessore provinciale all’Ambiente, Patrizia Siveri, che giorni fa ha elencato tra gli autori i tecnici e i dirigenti provinciali e tra gli ispiratori «i gruppi di maggioranza» ma non lei (che ne ha preso le distanze nella parte in cui il testo non ingloba l’inceneritore di Scarlino), oggi il Piano interprovinciale dei rifiuti è “ripudiato”, nell’opera di redazione, da Andrea Corti, direttore generale Ato Toscana sud.
Tutto è scoppiato con la bocciatura, lunedì, da parte degli ambientalisti (Forum Ambientalista, Comitato Beni Comuni, Comitato per il No all’inceneritore), del nuovo Piano interprovinciale dei rifiuti, appena siglato tra le province dell’Ato sud, Grosseto, Siena e Arezzo, e che dovrebbe essere approvato entro gennaio.
Corti era stato chiamato in causa dagli ambientalisti che imputano quelli che considerano i difetti del Piano (prevedere una produzione di rifiuti in costante crescita, nonostante il Pil toscano sia in calo; non dare indicazioni su come arrivare al 70 per cento di differenziata; non porsi un obiettivo di riduzione dei rifiuti; favorire l’incenerimento invece che la raccolta differenziata) al fatto che sarebbe stato redatto dagli stessi che hanno scritto il Piano precedente, quello provinciale. E tra questi citavano appunto Corti, che è stato direttore tecnico all’Ato 9 (quello provinciale) e ora è direttore generale dell’Ato Sud.
Corti, però, smentisce risentito, con tanto di diffida formale, di aver scritto il Piano. «A prescindere dalle non veritiere e logore affermazioni circa la validità e coerenza della convenzione relativa alla concessione di costruzione e gestione dell’impianto delle Strillaie in essere con Futura spa – spiega in una nota Corti – rispetto alla quale l’Autorità ha più volte e in più occasioni, anche pubbliche, dimostrato di aver operato non solo nel solco della pianificazione/programmazione di livello regionale e provinciale, ma anche secondo le modalità di maggior tutela per la collettività rappresentata, appare doveroso specificare che né l’Autorità, né l’ingegner Andrea Corti, direttore generale della stessa, hanno preso parte alla redazione del Piano».
Insomma, lo strumento di gestione dei rifiuti nell’Ato Toscana sud non è figlio dell’Ato, ma della Provincia. All’Ato compete solo la redazione del Piano di avviamento del gestore unico (futuro piano industriale), che sarà partorito fra sei mesi. Per concludere la panoramica sulla gestione rifiuti citiamo anche il Piano regionale, altro strumento di programmazione.
Al telefono Corti conferma che «il Piano è un elemento che io non creo, ma sul quale domani opero. Per noi è un vincolo, ma non lo scriviamo noi». Spiega, però, che per l’Ato il Piano non è, comunque, un prodotto a scatola chiusa. «È chiaro che c’è un colloquio – spiega Corti – e io ho avuto un ruolo interlocutorio di confronto in qualità di portatore di interessi, come lo hanno avuto i Comuni e le associazioni di categoria». Il Piano, insomma, «ci è stato esposto ma solo perché l’Ato ha il compito di verificare che non confligga con le previsioni di gara. Sul resto, non è detto che abbiamo idee uguali».
L’unica possibilità di azione da parte dell’Ato è attraverso le osservazioni, in fase di adozione. Il Piano sarà infatti adottato i primi giorni del 2014. «Da lì – spiega Corti – abbiamo 60 giorni per fare le nostre osservazioni. E, diciamoci la verità, l’Ato ha una leva maggiore perché deve assicurarsi che il piano non confligga con la gara. Quanto al mio giudizio, penso che dopo 13 anni (dalla precedente programmazione, ndr) serva un Piano. Questo è una sintesi tra territori che hanno pianificato in maniera autonoma; da noi era atteso».
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