Il Tirreno

Grosseto

Una pecora straziata da un predatore a Preselle

SCANSANO. Nuovo attacco di predatori al podere di Franco Mattei, a Preselle di Scansano, dopo nemmeno 10 giorni dall’ultima aggressione che gli era costata una pecora e il terrore delle altre 210....

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SCANSANO. Nuovo attacco di predatori al podere di Franco Mattei, a Preselle di Scansano, dopo nemmeno 10 giorni dall’ultima aggressione che gli era costata una pecora e il terrore delle altre 210. Anche stavolta l’attacco è avvenuto di giorno, verso le 16 e Mattei ha visto, sbigottito, il predatore all’opera: «Non si può descrivere quel che si prova - afferma ancora stravolto Mattei - Il predatore è arrivato con fame rabbiosa. Un grande animale pezzato sul marrone e con la coda e le orecchie nere. Si è avventato su una pecora, giovane e gravida e l’ha azzannata. Poi, mentre era ancora viva le ha aperto il ventre. Non ha potuto fare di più, perché ho urlato e per dir la verità l’ho anche inseguito, nemmeno io sapendo il perché. Ma si è dileguato nella macchia, mentre le pecora moriva davanti ai miei occhi. Non so se ne mancano ancora all’appello, non le ho contate, ho controllato soltanto che stessero bene».

Mattei è disperato per varie ragioni; per la perdita dell’animale e per la impossibilità oggettiva di poter mandare al pascolo le bestie con tutta tranquillità: «Sono contrario a reti con dissuasori elettrificati e a cani da guardiania. Le pecore devono pascolare per offrire un buon prodotto e non possiamo capovolgere il mondo tenendo le pecore chiuse i predatori liberi di andare e venire, uccidere, sterminare. Le istituzioni non sono in grado di aiutarci, e temo ormai che non si voglia capire che tutta la filiera legata all’allevamento sta franando. E non capisco nemmeno come non si tenga minimamente a un’economia per la quale la nostra provincia è conosciuta in tutta la Toscana. Non si considera nemmeno la perdita di posti di lavoro che tutto ciò comporta, perché in queste condizioni sarebbe puro masochismo intraprendere l’attività dell’allevamento. Per cui, ad esempio, quando andrò in pensione, il mio posto non sarà rimpiazzato da nessuno. A meno che non sia un folle».

«Si sta facendo di tutto - sostiene ancora -affinché gli allevatori scompaiono, così come qualche ambientalista auspica senza tenere in debito conto che insieme allo strazio dei capi ovini, si consuma il dissesto dell’intera campagna maremmana. Ma di fronte a questo quadro, fatto di persone che il territorio lo conoscono poco o non l’hanno a cuore, parole non ce ne sono».

Eppure Mattei lancia un appello anche ai colleghi: «Invito tutti quelli che subiscono perdite e aggressioni di denunciarlo, perché se non si fa così non saremo mai in grado di fornire all’opinione pubblica e alle istituzioni i numeri veri di quella che è una catastrofe a tutti gli effetti. E poi, conclude, è arrivato il momento di incontrarsi tutti quanti noi pastori insieme e decidere il da farsi».(f.bo.)

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