Il dolore
Cocaina, commercialista scagionato
Tre anni a un giovane albanese arrestato per spaccio dalla squadra mobile a Marina di Grosseto
GROSSETO. Era finito nei guai dopo l'arresto di un commerciante cinese. Nei suoi confronti erano stati ipotizzati l'acquisto e la detenzione a fini di spaccio di quasi 9 grammi di cocaina, con un quantitativo di principio attivo che risultava superare il limite massimo. Ma all'udienza preliminare lo stesso pm Marco Nassi ha chiesto il proscioglimento. E così ha deciso il giudice Marco Bilisari, che ha mandato assolto perché il fatto non costituisce reato il commercialista castiglionese Claudio Miserocchi, 53 anni, difeso dall'avvocato Michele Costa. Nell'agosto 2011, la squadra mobile aveva arrestato Lejin Gao, dopo che Miserocchi era entrato nel suo negozio nella zona Monterosa e i due erano andati insieme al bar, scambiandosi qualcosa. La droga era stata trovata negli slip di Miserocchi. Il cane antidroga si era concentrato sul sedile anteriore dell'auto di Gao, da cui il commerciante aveva prelevato qualcosa prima di andare al bar. Nota però il giudice (si è proceduto con il rito abbreviato) che non vi sono sufficienti elementi «per poter affermare che la cocaina trovata addosso all'imputato fosse destinata, anche solo in parte, alla cessione a terzi». Il superamento del limite «era del resto minimo» e il tenore di vita del professionista non è incompatibile con l'uso esclusivamente personale.
Tre anni di reclusione e 14mila euro di multa invece per Ermal Mema, cittadino albanese di 29 anni, abitante a Marina di Grosseto, arrestato nel luglio 2011 per lo spaccio di quasi due etti di cocaina. Mema, che era stato arrestato anch'egli dalla squadra mobile, ha patteggiato la pena all'udienza preliminare. Il giudice Bilisari lo ha condannato a pagare le spese di custodia per i venti giorni trascorsi in carcere (Mema è comunque libero da tempo) e gli ha restituito i telefonini come anche il denaro (1.650 euro) ritenendo che non si possa escludere che sia di provenienza lecita.
Due anni e 8 mesi di reclusione più 12mila euro di multa la pena patteggiata da Jamel Chemkhi, tunisino di 29 anni, accusato di aver detenuto per uso non esclusivamente personale 100 grammi di eroina e quasi 5 di cocaina. Erano stati i carabinieri di Buriano a condurre le indagini: i militari lo avevano fermato e perquisito nell’aprile scorso. Finito in carcere (anche lui dovrà pagare le spese di custodia), è tornato in libertà con obblighi su ordine del giudice Montesarchio.
Era tornato libero con obblighi dopo la convalida dell’arresto avvenuto a Fonteblanda a settembre: i carabinieri lo avevano indagato per una coltivazione abusiva di cannabis (14 piante) e per la detenzione a fini di spaccio di 71 grammi di marijuana e 11 di hashish. Riccardo Ricci, 41 anni, abitante a San Donato, ha adesso patteggiato 8 mesi e 3.000 euro di multa all’udienza preliminare con il giudice Bilisari, che ha sospeso la pena e ordinato la distruzione della droga. I militari erano intervenuti per alcuni cani scappati lungo la provinciale 56 di San Donato. La pattuglia aveva deciso di approfondire gli accertamenti e aveva scoperto nel giardino le 14 piante, alcune alte anche tre metri.Difesa Renzetti. (p.s.)
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