Sbattuta contro il muro A giudizio il convivente
GROSSETO. Tre storie di violenze. Tre casi differenti perché differenti sono i protagonisti e i contesti, avvenuti in città come in provincia. Tre casi comunque accomunati da vessazioni e...
GROSSETO. Tre storie di violenze. Tre casi differenti perché differenti sono i protagonisti e i contesti, avvenuti in città come in provincia. Tre casi comunque accomunati da vessazioni e comportamenti spregevoli, se provati.
In attesa che il dibattimento faccia chiarezza sui fatti denunciati da altrettante donne e che dica quale tipo di responsabilità abbiano i mariti o i conviventi, il giudice dell’udienza preliminare Valeria Montesarchio ha disposto il rinvio a giudizio per tre casi di maltrattamenti in famiglia, ritenendo che gli elementi proposti dalla Procura (e raccolti da carabinieri e polizia di stato unitamente alla cartella clinica del Codice rosa) siano sufficienti per instaurare un procedimento penale. Per tutti e tre i processi, prima udienza dibattimentale il 5 giugno.
Difficile stabilire se ci sia una gravità maggiore o minore. Difficile dire se abbiano fatto più male le offese o le violenze fisiche. In un caso, quello di un giovane romeno di 26 anni, le minacce sarebbero state anche di morte: «Non ti faccio vedere più il bambino», avrebbe aggiunto. E poi i calci e gli schiaffi. E poi lo stato di segregazione formale cui avrebbe sottoposto la convivente, cui sarebbe stato impedito di frequentare normalmente i propri conoscenti. In un caso, risalente al giugno 2012 (ma secondo l’accusa i fatti andavano avanti dal novembre precedente), la donna sarebbe stata afferrata per le braccia e sbattuta contro il muro di casa, fino a storcerle i polsi: un trauma al rachide e un ematoma giudicati guaribili in 8 giorni.
Ha invece 53 anni ed è nativo del Lazio un altro imputato, accusato di aver maltrattato la moglie italiana tutti i giorni, umiliandola con offese. Il denaro che entrava in casa sarebbe stato destinato dall’uomo a comprare droga o per giocare d’azzardo, piuttosto che all’acquisto di beni e alimenti per la casa. Anche in questo caso (era il febbraio 2011) un episodio di violenza, pugni al volto e spintoni che avevano causato la frattura di una costola.
Un altro giovane uomo, 28 anni, imputato nel terzo processo: anche lui è nato in Romania, anche lui è accusato di aver maltrattato la convivente, anche alla presenza del figlio minorenne. E per un periodo molto lungo, oltre tre anni, fino alla fine del 2012. In quest’ultima data l’episodio di violenza che aveva fatto aprire il fascicolo sfociato nel rinvio a giudizio: uno schiaffo al volto con un trauma contusivo, 6 giorni di guarigione.
Pierluigi Sposato
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