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Grosseto

«La perizia non scagiona la badante»

«La perizia non scagiona la badante»

Caso Baffigi, il figlio dell’anziano conferma le accuse a Lyudmyla: «È omicidio: la polmonite gliel’ha provocata lei»

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GROSSETO. «La perizia non dimostra un bel niente: non scagiona affatto Lyudmila Yavorska, dice solo che mio padre è stato ucciso da una polmonite, cause naturali. E va bene. Sono cause naturali, ma quella polmonite è stata lei a causargliela...».

Va su tutte le furie Carlo Baffi, figlio di Ivo, il 93enne morto lo scorso agosto e nel cui nome si combatte una guerra senza esclusione di colpi con la badante ucraina che l’anziano aveva sposato dopo essere rimasto vedovo. La donna era stata denunciata dai figli Leonildo e Carlo che, ai carabinieri, avevano ricostruito gli ultimi giorni di vita del padre trascorsi all’isola del Giglio, prima che lui fosse ricoverato l’11 agosto all’ospedale di Grosseto. A detta dei figli, la donna avrebbe portato il coniuge al mare “con la testa scoperta” e in condizioni di salute assai precarie, provocandone la morte. La loro accusa, sostenuta in una denuncia in Procura, è quella di omicidio.

Due giorni fa è arrivato l’esito della consulenza tecnica medico-legale, firmata dal dottor Matteo Benvenuti, responsabile del dipartimento di Medicina legale dell’università di Siena, il quale ha depositato in Procura l’atto riferendo come la morte del’anziano sia stata determinata «da un’insufficienza respiratoria conseguente a una grave polmonite. Si trattò di un evento naturale». E ancora: «Non è emersa alcuna prova di comportamenti colposi dell’indagata da mettersi in relazione con il decesso dell’uomo che, giova ribadirlo, è da ritenersi legato a cause naturali». Insomma, Baffigi è morto per una polmonite . «Sapevamo che l’autopsia avrebbe confermato quello che abbiamo sempre sostenuto», ha commentato a caldo, soddisfatto, l’avvocato Antichi.

Ma i figli non ci stanno. «Va bene - dice Carlo Baffigi - la perizia dice quelle cose, ma da qui a dire che Lyudmuyla è scagionata ce ne vuole. L’atto dice solo questo, che mio padre è morto di cause naturali e che è morto per una grave polmonite. Lui soffriva di notevoli problemi polmonari dimostrabili attraverso reperti radiografici; è evidente la responsabilità soggettiva della badante - prosegue Carlo Baffigi - in quanto una persona così debilitata doveva essere ricoverata in ospedale e non portata in spiaggia sotto al sole cocente del mese di agosto. Risulta inoltre, date le sue condizioni fisiche, che mio padre non aveva alcuna intenzione di venire al mare. Lui non stava bene: un anziano di 93 anni non si porta al mare in quelle condizioni. E noi andremo avanti confermando e sostenendo la nostra posizione, a dimostrazioen che vi è un nesso tra la morte di nostro padre e il comportamento di questa donna: perché a lui è venuta la polmonite risultata dalla consulenza tecnica? Perché gliel’ha fatta venire lei. È così che nostro padre è morto».

Elisabetta Giorgi

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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