Il dolore
“Il bene di Follonica” quest’anno non si fa
Il comitato organizzatore: «C’è poco da festeggiare. Ma stiamo organizzando un altro evento»
FOLLONICA. È stato per undici anni uno degli appuntamenti diventati col tempo istituzionali per la vita culturale della città di Follonica. Il premio “Il bene di Follonica”, organizzato ogni dicembre dal comitato omonimo, quest’anno invece non andrà in scena, per lo meno nella forma in cui la comunità del golfo ha imparato a conoscerlo. Una scelta però che non significa la chiusura dell’esperienza benefica, ma anzi rappresenta il desiderio di continuare ad essere vicini ed utili alla città seppur con altre modalità. «Abbiamo ritenuto non opportuno per il 2013 ripetere l’iniziativa come abbiamo sempre fatto negli ultimi 11 anni – spiega la presidente del comitato organizzatore Cinzia Zanaboni – ci sembra stonato festeggiare e premiare qualcuno in momenti di difficoltà come questi. Certo, magari è proprio adesso che servirebbe riconoscere gli sforzi ed i sacrifici che vengono fatti da imprenditori e personaggi della cultura e dello sport, ma il momento non ci sembra comunque appropriato». In tanti hanno chiesto informazioni ai membri del comitato, per poter partecipare come ogni inverno al pranzo di gala organizzato per raccogliere fondi da destinare alle associazioni di volontariato del territorio e che ha premiato fino ad oggi decine di follonichesi che hanno dato lustro alla città con le loro iniziative. Il segno che il premio è ormai entrato nel cuore dei follonichesi e che rappresenta comunque un patrimonio da non disperdere. «Vogliamo veicolare le nostre energie e le nostre risorse per un appuntamento diverso – continua Zanaboni – stiamo organizzando una conferenza informativa e formativa sulla situazione economica nazionale ed internazionale, un appuntamento che non sia solo un confronto fra di noi ma che arricchisca il dibattito ed offra ai cittadini nuovi spunti di lettura diversi dai soliti messaggi che vengono veicolati dall’opinione pubblica tradizionale. Purtroppo siamo una piazza lontana e decentrata e questo non aiuta. Siamo in contatto con alcuni economisti che vorremmo invitare alla conferenza, esperti fuori dal coro e lontani da tutti gli orientamenti politici. Vorremmo cercare di veicolare scuole di pensiero diverse in modo da dare occasioni, spunti di riflessione ed elementi diversi di valutazione sullo stato attuale dell’economia, una situazione partecipata che viva magari anche di un contraddittorio. Siamo nati come comitato raccogliendo il malumore delle persone, vogliamo rimanere fra la gente e fare iniziative per la gente». Non mancherà nemmeno la parte benefica dell’appuntamento: «Stiamo perfezionando il tutto e studiando la formula dell’iniziativa – conclude – che speriamo di poter mandare in scena entro il mese di gennaio 2014».
Michele Nannini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
