Sicurezza
Biogas, anche la Provincia ricorre
L’ente va al Consiglio di Stato dopo la sentenza del Tar che dà ragione a Sacra
CAPALBIO. Dopo la sentenza del Tar sull’impianto a biogas che ha dato ragione alla Sacra, anche la Provincia ha deciso di andare al Consiglio di Stato.
E con una determina a firma del dirigente Massimo Luschi del 20 dicembre scorso ha deciso di dare incarico all’avvocato Alessandro Botto dello studio legale Legance di Roma per redigere il ricorso. Per questo ha stanziato circa 22mila euro.
Qualche settimana fa, infatti, il Tar di Firenze, a conclusione di tutti i ricorsi, aveva condannato la Provincia e il Comune a pagare alla società Sacra un risarcimento da liquidarsi sulla scorta delle perizia prodotta dalla società stessa, che evidenziavano un danno per spese di oltre settecentomila euro e mancati guadagni valutati tra i 9 e i 13 milioni di euro.
Cifre molto importanti, in grado di far sforare alla Provincia il patto di stabilità e mandare in dissesto il comune di Capalbio.
Fra l’altro con una separata sentenza il Tar aveva anche smentito tutte le accuse dei vicini e delle associazioni ambientaliste che si opponevano all'impianto (rischio di inquinamento e avvelenamento, emanazione di fumi tossici, procedure viziate) validando invece la legittimità della procedura, peraltro ammessa in molte altre zona della Maremma, dove esistono già una quindicina di impianti a biogas in funzione.
Nella sentenza principale il Tar aveva annullato la determina dirigenziale della Provincia, a firma Giampiero Sammuri, numero 126 del 15/01/2013 che, di fatto, impediva alla Sacra di realizzare l’impianto in località Origlio, vicino al lago di Burano. Ora sarà il Consiglio di Stato a mettere, nel giro di qualche mese, la parola fine sull’intera vicenda. ©RIPRODUZIONE RISERVATA
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