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Tremila euro in prestito per sfuggire alla povertà

Tremila euro in prestito per sfuggire alla povertà

GROSSETO. Cinque milioni di euro dalla Regione contro la povertà. Cinque milioni che, con il prestito sociale, e il lavoro del volontariato, possono evitare che le persone, le famiglie, sprofondino...

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GROSSETO. Cinque milioni di euro dalla Regione contro la povertà. Cinque milioni che, con il prestito sociale, e il lavoro del volontariato, possono evitare che le persone, le famiglie, sprofondino nella povertà. A Grosseto il progetto si chiama “Dare credito alle persone” ed è gestito dalla Caritas, insieme alle altre associazioni del privato sociale. Avranno da gestire 139mila euro dei complessivi 5 milioni. Oltre alla Caritas fanno parte del gruppo Le Querce di Mamre, Acli, Ceis, Misericordia e Arci solidarietà. A sovrintendere all’intero percorso, per il quale sono stati formati 15 volontari che accoglieranno i cittadini negli otto sportelli sul territorio ed altrettanti che affiancheranno i beneficiari del prestito, sarà il CoeSo. «Il progetto - ha spiegato il direttore Fabrizio Boldrini - sperimentiamo la sussidiarietà, perché il servizio lo portano avanti le organizzazioni di volontariato mentre noi interveniamo mettendo a disposizione la nostra professionalità». Sarà un’assistente sociale del CoeSo a vigilare su coloro che verranno ammessi al prestito.

«Il prestito sociale - spiega don Enzo Capitani, direttore della Caritas - non è un aiuto assistenziale. Noi creidamo nelle persone, scommettiamo su di loro, sapendo che hanno bisogno di essere aiutate per tornare a vivere in modo dignitoso». Quindi il prestito dice Luca Grandi «È solo per coloro che sono in possesso dei requisiti di accesso fissati nel bando. Saranno poi i volontari degli sportelli a valutare i casi». L’obiettivo è l’inclusione sociale con piccoli prestiti, che non potranno superare i 3mila euro e che potranno essere restituiti in un arco di tempo molto ampio (36 mesi) senza alcun interesse e senza prestare garanzie particolari. «Il patto – dice ancora don Enzo – è fra il volontariato che erogherà i soldi messi a disposizione dalla Regione e chi ne beneficerà. Il patto non riguaderà solo l’impegno a restituire, ma tutto il percorso di accompagnamento, per aiutare e responsabilizzare».

Come fare. Per gestire il prestito sociale, la Caritas ha formato due gruppi di volontari: una quindicina di loro saranno impiegati negli otto sportelli distribuiti nei Comuni maremmani, e altrettanti che dovranno affiancare chi beneficerà del contributo. In base al bando, possono fare domanda di prestito tutti coloro che si trovano in condizioni di specifiche difficoltà economiche familiari o personali, tali da non permettere il sostentamento di determinate spese necessarie per la salute o legale a situazione familiare, alloggiativa, scolastica, formativa, lavorativa. Basta essere residente in uno dei Comuni della Toscana, avere almeno 18 anni, un Isee che non superi i 15mila euro.

I centri di ascolto saranno otto: quattro a Grosseto (sede Caritas, Querce di Mamre, centro di ascolto antiusura della Misericordia e sede di Arci solidarietà e uno a Roccastrada (ufficio Coeso, anche per Civitella Paganico), Castiglione (Acli solidarietà), Campagnatico (ufficio CoeSo) e Scansano (Caritas). Chi vuol accedere al prestito dovrà presentarsi allo sportello con la documentazione richiesta corredata dalla richiesta di prestito, che verrà vagliata dal comitato di valutazione. A conclusione di ciascun incontro verrà stilata una graduatoria. Gli interessati potranno presentarsi agli sportelli per fare domanda a partire dal 14 gennaio. Verranno presi appuntamenti per i singoli colloqui e avviato il percorso. Il progetto si concluderà il 30 settembre 2017.

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