Il dolore
Randagi, tre senatrici all’attacco
Interrogazione al ministro della salute sulle parole di Madrucci. E Bottinelli (Lav) chiede interventi
GROSSETO. Il dibattito sui cani randagi non accenna a placarsi. Le parole del dottor Madrucci dell’Asl, che sottolineava il fallimento della legge 281 sul randagismo, che ha portato costi enormi per il mantenimento degli animali nei canili (oltre 1,5 milioni di euro in Maremma) hanno scatenato una serie di reazioni, da parte di associazioni animaliste e politici, di varia estrazione, particolarmente sensibili verso il mondo animale.
Così le senatrici Silvana Amati, Monica Cirinnà e Manuela Granaiola (tutte del Partito Democratico) hanno presentato un'interrogazione al ministro della salute chiedendo che posizione lo stesso intenda adottare rispetto a quanto espresso dal dottor Paolo Madrucci, responsabile del servizio prevenzione dell’Asl 9 di Grosseto, in merito agli abbattimenti dei cani randagi.
Inoltre le senatrici chiedono al ministro di chiarire una volta per tutte quale sia l'indirizzo del Governo sulla sterilizzazione obbligatoria dei cani abbandonati detenuti nei canili, partendo dal presupposto che a Grosseto – così loro dicono – tale obbligo «non viene rispettato con una prassi sostenuta dal medesimo Madrucci».
L'annuncio dell'interrogazione – spiega la Lav in un comunicato – era arrivato all'indomani delle dichiarazioni alla stampa del responsabile Asl 9 che affermava di auspicare un ritorno all’eutanasia dei randagi, ma la stessa fa riferimento anche a quanto a più riprese dichiarato dal dottor Madrucci: a Grosseto la ASL non sarebbe a suo dire competente per le sterilizzazioni dei cani abbandonati che sono invece obbligatorie in base all'art. 31 comma 4 della legge regionale 59/2009.
«A questo punto Madrucci dovrà rendere conto del suo operato - dichiara Giacomo Bottinelli, responsabile Lav Grosseto - e ci auguriamo che il ministro voglia intervenire per il rispetto della legge e dell'etica, imponendo l'applicazione di quelle norme che consentono davvero il controllo del randagismo senza il ricorso agli stermini che il responsabile Asl 9 desidererebbe. Come dichiarato da Madrucci stesso a Grosseto la sterilizzazione di un cane adottato al canile è diventata facoltativa e non obbligatoria come prescrive la legge, salvo poi lamentarsi se i numeri dei cani ospiti non si riducono come si vorrebbe».
«Ma l'appello – continua Bottinelli – è anche ai cittadini, che nel momento in cui adottano un cane devono pretendere la sterilizzazione appellandosi alla legge in vigore, che la Asl 9 non può pensare di aggirare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google