Il Tirreno

Grosseto

«Bloccati in Congo, Letta non ci aiuta»

«Bloccati in Congo, Letta non ci aiuta»

Lo sfogo della santafiorese da mesi in Africa in attesa del permesso di ripartire con le due figliolette adottive

3 MINUTI DI LETTURA





SANTA FIORA. Le 24 famiglie italiane bloccate in Congo coi loro figli adottivi, probabilmente il Natale a casa non riusciranno a farlo, perché ancora il terreno è assai caldo. Una signora santafiorese col marito e le due figlie di 5 e 6 anni è ancora bloccata laggiù e ha chiesto al Tirreno di lanciare un nuovo appello per favorire la risoluzione del problema.

Intanto le famiglie stanno facendo girare una lettera inviata al premier Enrico Letta perché, si legge, i bambini adottati sono stati «autorizzati all’ingresso in Italia dalla commissione per le Adozioni internazionali», che risponde alla presidenza del consiglio. «Visto, però, il perdurare della situazione e l’aumentare delle difficoltà delle famiglie – si legge nella lettera rivolta a Letta – la preghiamo di intervenire il prima possibile per coordinare e vigilare sulle attività diplomatiche in corso; inviare presso l’ambasciata italiana a Kinshasa un’unità ad hoc per fornire aiuto psicologico e materiale alle famiglie; tenere quotidianamente informati le famiglie e i loro familiari in Italia su ciò che viene fatto per risolvere la loro situazione».

Ma se questa è la richiesta ufficiale va detto però che la situazione che stanno vivendo in Congo le famiglie è davvero tremenda e c’è qualcuno a cui nemmeno è stato rinnovato il visto per poter restare ancora.

La signora amiatina, invece, specifica che «a noi i visti li hanno rinnovati, quindi in teoria possiamo rimanere qui almeno fino a quando non scadono, cioè verso metà gennaio, ma altri sembra che abbiano avuto dei problemi. Leggo in qualche giornale – afferma la signora – che ci stanno aiutando economicamente: non è vero e questo va scritto a grandi lettere. L’ambasciata ha solo proposto un prestito a chi aveva finito il contante, ma di darci una mano a pagare gli alloggi (80 euro al giorno) o i taxi (20 dollari) per andare a fare la spesa (qui naturalmente non ci sono autobus e a piedi sono 5 chilometri sotto il sole con i pacchi della spesa e le taniche di acqua) non se ne parla. Non solo. Rinnovare i visti costa circa 250 dollari a persona ogni mese; se siamo qui è perché ci ha mandati la Kyenge: come mai almeno il visto per restare non ce lo paga lei che dice che ci sta aiutando? Perché il premier Letta è andato in Polonia dai tifosi in carcere e noi che non abbiamo commesso nessun reato non abbiamo visto né lui né la Kynege? Perché non mettono a disposizione delle coppie un volo di Stato, così che i familiari possano spedirci viveri, medicinali, abiti, quaderni, giochi, senza dissanguarsi? Qui far arrivare le cose costa tantissimo e non arrivano perché il governo non ci aiuta nella logistica». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze