Il Tirreno

Grosseto

«Baffigi è stato ucciso dalla polmonite»

di Francesca Gori
 «Baffigi è stato ucciso dalla polmonite»

La relazione del medico legale alla procura scagiona la badante sposata a 90 anni dopo la morte della moglie

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GROSSETO. C’era una sola domanda alla quale il sostituto procuratore Salvatore Ferraro voleva una risposta sulla morte di Ivo Baffigi, il novantaduenne che dopo essere rimasto vedovo aveva sposato la sua badante di quarant’anni più giovane: ovvero, se la morte dell’anziano fosse stato causato proprio da Lyudmyla Yavorska. La donna era stata denunciata dai figli Leonildo e Carlo che avevano raccontato ai carabinieri gli ultimi giorni di vita dell’anziano padre trascorsi all’isola del Giglio, prima del ricovero, l’11 agosto scorso, all’ospedale di Grosseto. Ivo è morto il 16, ucciso da una polmonite.

A scriverlo ora è il dottor Matteo Benvenuti, responsabile del dipartimento di Medicina legale dell’università di Siena, che ha depositato in procura la relazione di consulenza tecnica medico - legale. Che risponde con pochi giri di parole alle domande del pm: «La morte fu determinata da un’insufficienza respiratoria conseguente a una grave polmonite. si trattò di un evento naturale». E ancora: «Non è emersa alcuna prova di comportamenti colposi dell’indagata da mettersi in relazione con il decesso dell’uomo che, giova ribadirlo, è da ritenersi legato a cause naturali». Il medico legale ne è certo: Ivo Baffigi è morto per la polmonite. E il racconto fatto dai figli ai carabinieri, che avevano accusato la donna di averlo tenuto sotto il sole cocente d’agosto, al bagnetto che la coppia frequentava a Giglio Campese e di averlo portato fuori a spasso la sera dopo le 23, non ha trovato alcun riscontro nell’autopsia che il medico legale ha eseguito all’obitorio dell’ospedale di Grosseto. «È il risultato che ci aspettavamo - dice l’avvocato Alessandro Antichi, che sta seguendo Lyudmyla dalla morte di Ivo - abbiamo sempre sostenuto che la moglie dell’anziano lo avesse sempre accudito con amore. Sapevamo che l’autopsia avrebbe confermato quello che abbiamo sempre sostenuto». Ivo Baffigi era, per gli specialisti che lo hanno visita, capace di intendere e volere. Aveva scelto quella donna che si era presa cura della moglie prima e di lui poi, perché non aveva mai tradito la sua fiducia e soprattutto perché non aveva mai fatto venire meno il suo affetto nei confronti di quell’uomo.

Lyudmyla, dal giorno dopo la denuncia presentata dai figli dell’anziano, è indagata per omicidio volontario. Ora il pm, anche sulla base della relazione del medico legale, potrà decidere se archiviare il procedimento. Scrivendo la parola fine a una storia di affetto e di amore che è stata trasformata in una vicenda giudiziaria fatta di denunce e accuse. Fino alla spartizione dei beni, quelli di Ivo, che nel suo ultimo testamento ha voluto lasciare in parti uguali alle tre persone più importanti della sua vita: i gigli Leonildo e Carlo. E anche Luda.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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