Il Tirreno

Grosseto

Labirinto di burocrazia E la cava aspetta da 7 anni

di Fiora Bonelli
Labirinto di burocrazia E la cava aspetta da 7 anni

Nel 2006 una ditta chiede di fare attività estrattiva a Poggio Saccone Ma tra osservazioni, valutazioni e pareri contrastanti, tutto finisce al Tar

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SEMPRONIANO. Ma questa cava di Poggio Saccone a Semproniano s’ha da fare o no? Siamo ancora alla fase dei preliminari nonostante siano trascorsi più di sette anni da quando, nel maggio 2006, con una sua delibera la giunta di Semproniano guidata dal sindaco Gianni Bellini ne chiese alla Regione l’inclusione nell’allora Piano delle attività estrattive dell’area a Poggio Sassone, in sostituzione di una diversa zona che la stessa delibera definiva come «mai diventata operativa».

Un lungo iter, dunque, iniziato con questa richiesta del Comune alla Regione, proprio nel momento in cui la Regione stava per trasferire le deleghe in materia di cave alla Provincia. Con il passaggio delle funzioni, la Provincia ha ereditato le richieste in corso e ha dato inizio alle procedure previste, coinvolgendo gli enti interessati e la consulta delle associazioni ambientaliste.

Riguardo all’area di Poggio Sassone, l’unico ente che presentò osservazioni fu la Soprintendenza per i beni culturali e ambientali, che chiese la tutela della zona boscata e delle piante camporili, indicazioni assunte dalla Provincia con variazione di perimetrazione dell’area e prescrizioni per il Comune di Semproniano. In seguito, non avendo avuto alcuna osservazione ed essendosi la Soprintendenza dichiarata soddisfatta, l’amministrazione provinciale ha approvato definitivamente la previsione.

A questo punto bisognava però rispondere alla domanda: una volta inserita nello strumento urbanistico, la cava era soggetta o no a Vas? Si apre dunque il procedimento per sapere se ci vuole o no questa valutazione. Tutta la documentazione passa in mano al Nuv, il nucleo di valutazione dell’Unione, che emette un parere: la Vas va fatta.

Nel frattempo, a Semproniano, ci sono state le elezioni e è il nuovo governo ad avviare il procedimento per la Vas. Contro questa decisione l’azienda interessata all’attività estrattiva fa ricorso perché non ravvisa la necessità di una Vas. Il Nuv, nuovamente riconvocato ne riconferma invece la necessità.

Dunque siamo ancora ai preliminari di una lunghissima questione amministrativa a proposito della quale l’attuale maggioranza – che quando era minoranza contestò duramente l’idea di una cava a Poggio Saccone – sembra avere molte perplessità, tanto che nella delibera stilata si legge: «La variante per attività estrattive non si integra con l’attuale sviluppo territoriale tenuto conto della forte vocazione agricola e agrituristica del Comune di Semproniano; il Rapporto preliminare non valuta dettagliatamente gli impatti significativi su ambiente, patrimonio culturale e paesaggistico e salute derivanti dall’attuazione delle previsioni del Praerp, evidenziando come gli obiettivi, le azioni e gli interventi previsti da attuare per il futuro e cioè la possibile apertura di una cava, siano suscettibili di produrre effetti negativi per i quali è necessario prevedere specifici indirizzi e misure di mitigazione e compensazione ambientale».

Anche secondo il Comune, insomma, la Vas è necessaria. Contro questa necessità si oppone la società interessata all’estrazione che si è rivolta al Tar, mentre la giunta ha autorizzato il sindaco a costituirsi e resistere in giudizio in nome e per conto dell’ente. La storia è ancora agli inizi, dunque, ferma in un tribunale amministrativo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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