Il dolore
«Immobilismo mai visto prima»
L’ex sindaco Di Vincenzo spara a zero sull’attuale giunta: «Progetti tutti disattesi»
ORBETELLO. «Credo che l’immobilità di questa giunta non trovi riscontro in nessun altro caso nella politica passata». A dare questo giudizio secco e lapidario verso l’amministrazione Paffetti è Rolando Di Vincenzo, due volte sindaco del Comune di Orbetello e candidato sconfitto dall’attuale sindaco Monica Paffetti nel maggio 2011.
Per confrontare l’atteggiamento della giunta Paffetti con la minoranza, Di Vincenzo scomoda nientemeno che Angela Merkel, «la quale ha vinto le scorse elezioni in Germania ma non ha la maggioranza, cerca l’accordo con l'opposizione e una volta trovato, voterà con quella. A livello nazionale il Pdl e il Pd non confermano stabilità. A Orbetello è successo lo stesso con il solo obiettivo di mandare a casa chi aveva governato per 15 anni: progetto legittimo ma senza programmi».
Di Vincenzo è duro anche nei confronti della coalizione che lo sconfisse nel maggio del 2011, creata secondo lui con spezzoni di centrodestra. «Si è creata la coalizione degli Uniti per il Cambiamento nella quale è stato cercato di mettere insieme capre e cavoli, ma senza avere un programma». A suo avviso il programma elettorale dell’attuale maggioranza è praticamente disatteso.
L’ex sindaco si sofferma sull’elenco di quelle che a suo dire sono le carenze della coalizione di centrosinistra, una su tutti la mancanza di partecipazione dei cittadini. E la gestione della laguna. «La maggioranza aveva promesso che, una volta eletta, quest’ultima sarebbe passata nelle sue mani. Ad oggi questo non è avvenuto e tutto resta fermo». C’è poi la questione della riorganizzazione della pianta organica all’interno dell'ente comunale. «È avvenuta la distruzione totale degli uffici, che inizialmente erano un modello per tutta la Toscana, oggi - dice - sono la fotografia di una grande conflittualità fra i dipendenti e la struttura».
Ma c’è la possibilità di far ripartire il Comune dal punto di vista economico? Di Vincenzo è netto. «Orbetello è fermo, ha perso tutte le occasioni, a partire dal porto di Talamone, dalla Sitoco fino al piano delle alienazioni. Noi abbiamo fatto l’ultima alienazione del campeggio di Giannella, nella quale abbiamo cercato di avere una cifra in contante e di avere la restituzione del restante negli altri 5 anni, cosicché abbiamo permesso all’imprenditore di investire e di godere della cifra dilazionata all’attuale amministrazione». C’è poi la questione dell’alluvione di Albinia del novembre 2012.
«Di cantieri in piedi - dice - c’è solo quello dell’Anas ad Albinia per la realizzazione del ponte che toglierà di fatto il passaggio a livello, realizzato con 20 milioni euro e che entro breve sarà concluso. Lunghi anni di programmazione hanno portato ad un risultato». Non solo: oggi, prosegue lui, «con la nuova legge regionale sull’edificabilità Orbetello prenderà una mazzata: tutte le previsioni del regolamento urbanistico non realizzate, come l’area dell'ex Idroscalo, Fonteblanda, Albinia, avranno degli impedimenti». A chi individua tra le cause dell’alluvione quello della massiccia edificazione, Di Vincenzo risponde così. «Sento dire che le alluvioni hanno reso il territorio disastroso perché si edifica. Rispetto a questo vorrei ricordare che a Orbetello Scalo, in particolare in via Franceschelli che in passato si allagava e l’acqua arrivava fino all'ex farmacia e a volte all’Aurelia, è bastato fare alcuni accorgimenti a monte, concordati con la proprietà ed abbiamo visto che ad oggi non si sono più allagati. Deve avvenire un controllo del territorio, di concerto con la Regione». Infine chiude sul tema dell'autostrada.
Gabriele Carotti
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
