Attenzione
Il lungo abbraccio con il vigile del fuoco
La figlia di Maria Virginia ha incontrato l’uomo che era alla guida dell’auto quando sua madre è stata travolta e uccisa
GROSSETO. Gli occhi di Giorgio si sono riempiti di lacrime poco dopo aver incrociato quelli di Andrea. Giorgio era alla guida dell’auto che avrebbe travolto e ucciso la madre della ragazza che mercoledì sera ha voluto incontrare. Sono rimasti insieme un’ora. Il vigile del fuoco che ha salvato tante vite durante i lunghi anni della sua carriera, che lo ha portato a ricoprire il ruolo di responsabile del nucleo sommozzatori del comando di Grosseto aveva davanti a sé una ragazza di trent’anni diventata orfana. Aveva davanti agli occhi tutto il dolore di Andrea che ieri mattina è ripartita per la Romania con il feretro della mamma al seguito. Eppure, sono bastate le poche parole pronunciate dalla ragazza per far sciogliere tutto il timore che l’uomo poteva avere nell’incrociare quegli occhi ai quali aveva tolto la vista della mamma. «Hai salvato tante vite umane - ha detto la ragazza al vigile - è importante che tu continui a farlo, oggi ancor più di ieri». La grandezza del gesto di Andrea è rimasta racchiusa in una saletta dell’Hotel Airone, dove sono entrati soltanto Giorgio Sgherri, Andrea e la cugina Madeleine insieme a un altro collega del vigile del fuoco e a suo figlio, coetaneo della ragazza. Per un’ora hanno parlato di quello che era successo sul viale Europa domenica sera. Andrea non ha voluto sapere nulla sull’incidente, ha soltanto ascoltato quello che Giorgio aveva da dirle. Ha parlato, poi, cercando di sollevarlo da un peso che continuerà ad albergare dentro di lui per il resto dei suoi giorni.
All’Hotel Airone nessuno è andato ad impicciarsi di quello che stava accadendo in quella saletta. Nessuno, tranne chi era con Andrea e Giorgio, ha potuto sentire la forza di quell’abbraccio tra la figlia di Maria Virginia e l’uomo che era alla guida dell’auto che l’ha travolta e uccisa domenica sera sul viale Europa.
Ieri mattina, la ragazza, insieme alla cugina Madeleine e all’amico di famiglia che da Lugoj aveva accompagnato le due giovani in Italia è ripartita per la Romania. A seguirla, il furgone dell’impresa funebre La Pace che ha organizzato il viaggio di ritorno a casa per la salma della badante cinquantaseienne. I funerali, probabilmente, si svolgeranno domani mattina nella città romena dove Maria Virginia viveva prima di venire a lavorare in Italia.
Alla camera ardente aperta all’obitorio dell’ospedale Misericordia il via vai di rappresentanti della comunità romene, delle istituzioni grossetane, con i vigili del fuoco in testa e di donne che conoscevano Maria Virginia è stato incensante. In città, lei, ci viveva da tre anni. Era tornata in Romania per un breve periodo ma poi era stata chiamata qua di nuovo, per lavorare. Era in prova, quando è morta sul viale Europa.
Andrea ieri, quando ha lasciato al città, ha voluto ringraziare la città che l’ha stretta in questo lungo abbraccio, dimostrandole solidarietà e affetto.
Intanto, in Procura, è stato conferito l’incarico per l’accertamento irripetibile che dovrà aiutare il pm Salvatore Ferraro a ricostruire esattamente la dinamica dell’incidente mortale. Giorgio Sgherri, assistito dagli avvocati Luca Di Paola e Riccardo Lottini, ha nominato un consulente. Lunedì mattina, dopo aver visto le auto coinvolte nell’incidente, torneranno probabilmente sul viale Europa. Proprio lì, dove Maria Virginia ha smesso di vivere.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
