Il Tirreno

Grosseto

Differenziata al 70% e una sola discarica

di Enrico Pizzi
Differenziata al 70% e una sola discarica

Questi gli obiettivi del piano interprovinciale dei rifiuti. Siveri: «Dovremo anche rivedere la convenzione con Futura»

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GROSSETO. Un dibattito un po' compresso, ma l'obiettivo è di arrivare ad approvare il piano interprovinciale dei rifiuti entro il mese di gennaio.

D'altra parte se ne parla ormai dal 2008 e sono ormai tante le cose da rivedere – compresa la convenzione con Futura, che gestisce l'impianto delle Strillaie – che non si può più perdere tempo nel dotare il territorio di una nuova pianificazione improntata – lo spiega chiaramente l'assessore provinciale all'ambiente Patrizia Siveri – non più a previsioni di crescita continua della produzione dei rifiuti, ma, al contrario, a una stabilità, unita a un incremento della raccolta differenziata che, in Maremma, è ai livelli minimi.

Il nuovo piano interprovinciale dei rifiuti dell’Ato Toscana Sud, che regolamenta la gestione dei rifiuti fino al 2025 nelle tre province di Grosseto, Siena e Arezzo è stato presentato ieri, ai sindaci della provincia di Grosseto e della Val di Cornia, alle associazioni di categoria, ai sindacati e alle associazioni ambientaliste.

«Il piano – sottolinea l'assessore Siveri – punta innanzitutto all'autosufficienza dell'area vasta, dunque l'impiantistica deve garantire il trattamento dei rifiuti per i territori di Grosseto, Siena e Arezzo e dei sei Comuni della Val di Cornia. Gli elementi qualificanti sono fondamentalmente due: il consistente aumento della raccolta differenziata che portiamo al 70 per cento, e la riduzione al 10 per cento dei conferimenti in discarica, una quota residua ineliminabile».

Il piano lascia attiva una sola discarica per provincia: Terranova Bracciolini per Arezzo, Cannicci per Grosseto e Abbadia San Salvatore per Siena. L'obiettivo della raccolta differenziata – dice l'assessore Siveri – si persegue «attraverso una serie di azioni che insieme all'Ato metteremo in campo: incentivare i Comuni virtuosi, dunque dando la possibilità all'Ato di premiare chi effettua la raccolta differenziata, ma dare la possibilità di penalizzare i Comuni che, invece, non andassero in questa direzione». Il piano considera, realisticamente, una produzione di rifiuti che si stabilizza al dato del 2010, tenendo conto sia della diminuzione dei consumi dovuta alla crisi, che all’introduzione di comportamenti tesi a ridurre la produzione di rifiuti. «Purtroppo – commenta l'assessore – il criterio di fondo che animava il piano del 2002 ha fatto sì che gli impianti nati da quelle previsioni debbano, in un futuro non lontano, essere rivisti. Sicuramente, con l'aumento della raccolta differenziata, dovremo rivedere la convenzione con Futura e per questo il consiglio provinciale un anno e mezzo fa, all'unanimità votò delle linee di indirizzo che oggi recepiamo e che consentono di completare quel l'impianto con un biodigestore e con una terza linea che possa trattare le plastiche, per un effettivo recupero in loco. Un obiettivo che ci poniamo perché è l'unico modo per rivedere quella convenzione e contenere davvero le tariffe per chi conferisce lì, perché portare, come si è fatto, l'organico, ma anche la carta e la plastica nelle città del nord, significa aggravare la tariffa dei costi di trasporto, oltre che di conferimento». Il piano interprovinciale prevede, poi, due soli inceneritori, quello di Poggibonsi con una portata di 70mila tonnellate e quello di Arezzo, che viene ridotto a 45mila tonnellate; l’inceneritore di Scarlino rimane fuori dal piano «perché questa – spiega l'assessore – è stata una scelta del passato, che andava incontro alla volontà dei residenti», ma continuerà a funzionare e «essendo di proprietà privata non è controllabile almeno nel suo dimensionamento – conclude Patrizia Siveri – come sarebbe se fosse stato previsto nel piano che stiamo redigendo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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